Chi siamo

La Casa delle Donne Lucha y Siesta nasce nel 2008 dal recupero e dalla valorizzazione di una palazzina degli anni ’20 di proprietà dell’Atac nella zona di Cinecittà. Negli anni questo luogo abbandonato si è trasformato in uno spazio materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne.

Un progetto di accoglienza abitativa e sociale al femminile che fornisce informazione, orientamento, ascolto e accoglienza alle donne che ne hanno necessità; in cui si svolgono diverse attività culturali e produttive che rendono Lucha y Siesta uno spazio di socialità, condivisione di esperienze e competenze. In questi anni tantissime donne con le loro esperienze di vita hanno attraversato la casa e l’hanno plasmata, rendendola un luogo che contribuisce a rimettere in moto le intelligenze femminili calpestate, a ridare loro forza e valore oltre che restituire alla cittadinanza un pezzo importante del patrimonio pubblico.

Un progetto politico che promuove nuove formule di welfare e di rivendicazione di diritti a partire dal protagonismo femminile. Non vogliamo sostituirci al settore pubblico, ma lavoriamo per sperimentare nuove formule di intervento dal basso che valorizzano le competenze e le capacità personali, fanno uso del partenariato fra istituzioni, associazioni e territorio e utilizzano il patrimonio pubblico in disuso, con il fine di favorire lo sviluppo locale e di fornire servizi aggiornati e con una copertura più ampia.

Lucha y Siesta in questo panorama è un esperimento innovativo e, possiamo dire, anche riuscito: non è una casa di accoglienza né un centro antiviolenza, ma è tutto questo e molto di più; è un progetto di semi-autonomia nato dalla lotta e dall’autorganizzazione delle donne, un luogo che in poco tempo è divenuto un punto di riferimento nel panorama cittadino, che lavora in sinergia con servizi sociali, centri antiviolenza, sportelli per il disagio sociale, con realtà e associazioni delle donne, in un’ottica di autonomia e non di assistenza.

Pur avendo avuto informali riconoscimenti dal mondo istituzionale, Lucha y Siesta non riceve finanziamenti e non può partecipare ai bandi, resistiamo quindi grazie ai contributi volontari di chi crede nel progetto. Secondo la legge lo stabile è “abusivamente occupato” e sotto sgombero, secondo noi, invece, è “legittimamente valorizzato” e dovrebbe essere assegnato all’Associazione che lo anima. Ciò permetterebbe l’accesso a piccoli finanziamenti per la ristrutturazione, l’avvio di nuove attività e la stipula di convenzioni con le Università ed altri soggetti in modo da restituire alla città un bene valorizzato unito con un modello di intervento nuovo e sostenibile.