Un Corso di Sartoria per sole Donne

This photograph shows a participant at a tailoring course in Rome. The initiative aims to bring women asylum seekers and immigrants from around the world to form friendships, make them independent and discover integration possibilities in the Italian capital.

The course is being conducted by the NGO CIDIS NGO together with the Waldensian Church and the women’s group, Lucha y Siesta.

The program’s main aim is not to find work for the women, the head of the Lazio region branch of CIDIS, Pamela Aquilani, said. Instead, ”it aims to bring to light a new part of the city.’

Thirty-hour course for exchange and independence

The 30-hour course is being held throughout the month of March and 11 women are taking part. ”The girls learn to make bags and pillows and mend clothing, but above all they have the chance to discover the existence of the women’s organization Lucha y Siesta. If they are interested in continuing in this direction, they have a reference point with people willing to listen,” Aquilani said.

”We feel it is important to open doors for all women. In a class with different nationalities, the girls can get to know each other and be encouraged to learn the language,” she added. The participants also include women who are waiting for a response from local officials about whether they will be granted protection.

The course is part of a broader project entitled “Shamima Va in Città” [Italian for Shamima goes to town] by CIDIS and the Waldensian Church, which, according to Aquilani,”aims to help the women discover Rome.” The project focuses especially on the Bangladeshi, Pakistani and Indian communities in Rome, but the initiatives are open to all women “at the risk of social marginalization.” Among the activities is an Italian language course in the Centocelle area of Rome that 30 women took part in and that will continue until May. “In addition to the course, we hold meetings to discuss women’s reproductive health, healthcare, their rights and work,” Aquilani said.

 

*L’articolo è tratto da: http://en.infomigrants.net/post/158776873095/picture-of-the-day-14

Lucha y Siesta alla Biblioteca Penazzato

martedì
28
marzo

L’esperienza della Casa delle Donne Lucha y Siesta

28 marzo 2017 ore 17.30
Biblioteca Penazzato

Proiezione documentario e dibattito

Proiezione del documentario realizzato da Pino Bertucci e dibattito con le donne di Lucha y Siesta.

La Casa delle Donne Lucha y Siesta nasce nel 2008  dal  recupero  e dalla valorizzazione di una palazzina degli anni ’20 di proprietà dell’Atac nella zona di Cinecittà.

Negli anni questo luogo abbandonato si è trasformato in uno spazio materiale e simbolico di autodeterminazione delle donne.

Un progetto di accoglienza abitativa e sociale al femminile che  fornisce informazione, orientamento, ascolto e accoglienza alle donne

che ne hanno necessità.

In questi anni tantissime donne con le loro esperienze di vita hanno attraversato la casa e l’hanno plasmata,

rendendola un luogo che contribuisce a rimettere in moto le intelligenze femminili calpestate,

a ridare loro forza e valore oltre che restituire alla cittadinanza un pezzo importante del patrimonio pubblico.

 

Ingresso libero

http://www.bibliotu.it/news

Con il cuore a Kobane

una-marea-in-scioperoDalla delegazione del progetto per la ricostruzione della Casa delle Donne di Kobane ci arrivano le parole delle sorelle curde verso lo sciopero globale delle donne dell’ 8 marzo.

La marea cresce!


Care compagne italiane,

avremmo voluto essere con voi in piazza il 26 novembre e lottare accanto a voi nella costruzione di un piano antiviolenza femminista, cosa che anche noi in Rojava stiamo costruendo con tutte le difficoltà che in ogni Paese del mondo le donne incontrano.

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PERCHÈ CI SAREMO IL 26/27 NOVEMBRE. L’OPPORTUNITÀ DI NON TORNARE INDIETRO

In questi anni, mentre altri e altre riempivano la scena pubblica di contenuti degni di un’epoca da dimenticare, noi gruppi, collettivi, cooperative, case delle donne ci impegnavamo per la difesa dei diritti messi in pericolo dalla crisi e dall’impoverimento sociale e culturale, per la difesa della libertà di scelta e di decisione, guadagnando con le pratiche radicali e dal basso lo spazio che permetterà a tante e tanti di esserci nel weekend del 26/27 per dire insieme e unite “NON UNA DI MENO”.

Noi ci siamo e ci saremo, siamo una casa delle donne autogestita dal 2008, costruita con le mani di chi la vive e di chi la attraversa; luogo di accoglienza, ascolto, orientamento la Casa contribuisce a costruire nuove opportunità perché vogliamo cogliere le occasioni a partire dal sapere, dalle capacità e dai desideri delle donne. Le opportunità di cui parliamo sono fuori dal mercato non si comprano, non si contrattano e la loro matrice non è esclusiva e non si esaurisce ma è circolare perché è a portata di tutte e di tutti. Per questo oggi Lucha ha un valore inestimabile e non reversibile, il segno ormai è tracciato e vuole inserirsi in un processo di nuova significazione pubblica sulle molteplici questioni che consideriamo violenza di genere. 

Guardiamo al 26/27 come ad un’opportunità per ampliare gli orizzonti, far crescere la rete e tessere insieme la visione comune che intendiamo arricchire e tutelare. 

Ci saremo non solo per rivendicare quello che ci hanno già tolto ma per proporre le nuove forme di contrasto alla violenza maschile sulle donne. 

Ci saremo non solo per denunciare quello che abbiamo già urlato ma per costruirenuove sorellanze. 

Ci saremo non per bisogno ma per non perdere un’opportunità.

Dal 28 in poi quello spazio deve crescere e diventare comune con la valorizzare dei percorsi specifici intrapresi e la ricerca di obiettivi condivisi per armonizzare il passo affinché nessuno e nessuna rimanga indietro. 

Per questo è necessario non delegare ed esserci, per rimettere al centro la prevenzione delle molte forme di violenza contro le donne a partire dalla lotta al sessismo e al machismo attraverso l’educazione all’affettività nelle scuole, nelle case, nei luoghi di lavoro e di studio, rimettiamo al centro la valorizzazione delle capacità personali nei percorsi di uscita dalla violenza, costruiamo la nuova libertà delle donne e apriamo spazi comuni di dibattito nei consultori, nelle case delle donne, nelle associazioni e nei luoghi pubblici e privati di crescita e di elaborazione. 

È necessario non delegare ed esserci perché ci è data l’opportunità di non tornare più indietro.

NON UNA DI MENO ITALIA IN SOLIDARIETÀ CON LO SCIOPERO DELLE DONNE IN ARGENTINA

niunamenosRomi Lerda

 

La vita e i corpi delle donne sono sempre di più sotto attacco in tutto il mondo. La violenza viene condannata a parole ma tollerata nei fatti mentre il femminicidio è solo l’estrema conseguenza di una cultura patriarcale globale che lo alimenta. Dopo il brutale assassinio di Lucia, la ragazza di 16 anni a Mar de Plata e le altre violenze che si sono verificate, NON UNA DI MENO Italia è vicina e solidale allo sciopero delle donne di oggi in Argentina e a tutte le mobilitazioni in Messico, Bolivia, Cile, Perù e ovunque nel mondo. Basta raffigurare le donne come vittime! In Italia saremo in piazza a Roma il 26 novembre per una manifestazione nazionale contro la violenza di genere per gridare a gran voce: NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO!
#SinNosotrasNoHayPais #NiUnaMenos #VivasNosQueremos

The life and the bodies of women are increasingly under attack throughout the world. The violence is condemned in word but tolerated in practice while femicide is only the extreme consequence of a global patriarchal culture that feeds it. After the brutal murder of Lucia, the 16 year old girl in Mar de Plata and the others violences that have occurred, NON UNA DI MENO Italia is close and want to express solidarity with the strike of women today in Argentina and all the demonstrations in Mexico, Bolivia, Chile, Peru and all over the world. Women are not victims! In Italy we’ll take to the streets in Rome on November 26 for a national demonstration against gender violence to shout: NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO!

#SinNosotrasNoHayPais #NiUnaMenos #VivasNosQueremos

Womenareurope Marcha #NiUnaMenos Ni una menos Ni Una Menos, los gobiernos son responsables. Ni una menos Perú: Tocan a una, tocan a todas Niunamenos Chile NiUnaMenos Rosario NiUnaMenos Por Lucia, por todas NI UNA MENOS NI UNA MENOS Ni Una Menos Córdoba Fuxia Block