Bullismo di genere, Sportello d’ascolto

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Il bullismo è espressione di un malessere sociale, sinonimo di un disagio nelle relazioni molto diffuso tra bambine/i, adolescenti e giovani. Gli atti di bullismo si configurano sempre più come l’espressione dell’intolleranza e della non accettazione nei confronti di chi è diverso per etnia, religione, caratteristiche psico-fisiche, genere, identità di genere, orientamento sessuale e particolari realtà familiari. Vittime di bullismo sono sempre più spesso bambine/i e adolescenti su cui gravano stereotipi e giudizi discriminatori.

Ormai si tratta di un fenomeno diffusissimo che, nella maggior parte dei casi, avviene nel contesto scolastico ma rimane sommerso: solo un/una bimbo/a su cinque informa un/una adulto/a di essere stato/a vittima di atti di bullismo.

Ed è ormai noto che quello che subisci da piccola/o può segnarti per tutta la vita: le vittime di bullismo sono esposte al rischio di suicidio con una probabilità doppia di metterlo in atto rispetto ai coetanei (secondo ricerche internazionali a tentare il suicidio è il 10% delle vittime), il 30% compie atti di autolesionismo. Le conseguenze del bullismo sono notevoli, a volte purtroppo irreparabili: il danno per l’autostima della vittima si mantiene nel tempo e induce la persona a perdere fiducia nelle istituzioni sociali come la scuola ma anche come la famiglia, oppure alcune vittime diventano a loro volta aggressori sui più deboli.

Il bullismo si può contrastare: per farlo bisogna rompere il silenzio che accerchia le vittime e le isola, annullando ogni speranza, e creare un clima di fiducia e di sostegno. Questo non basta, in primis è necessario cogliere immediatamente i segnali di ciò che accade tra i banchi e nei corridoi delle nostre scuole o a casa, intervenendo tempestivamente.  Perché il bullismo non riguarda solo la vittima ma anche l’aggressore, l’interno gruppo classe, la scuola.

Per questo abbiamo pensato ad uno Sportello Ascolto Gratuito, volto prevenire e  gestire il bullismo di genere (e il bullismo in generale se dovesse servire).

Lo Sportello sarà rivolto a insegnanti, genitori e ragazze/i (solo se accompagnate/i da un genitore).

In base alla nostra esperienza nelle scuole negli anni passati, ci siamo rese conto che non solo il fenomeno è esteso, ma anche che insegnanti e genitori spesso fanno fatica a gestire questo tipo di situazioni mentre i/le ragazze/i spesso non sanno stare in relazione fra loro, ascoltare ed esprimere le loro emozioni e le loro idee.

Risultato? Tutte/i si sentono sole/i e non sanno come comportarsi.

Lo Sportello avrà una duplice funzione:

  1. Preventiva: sarà aperto a tutti coloro che vorranno avere informazioni sul fenomeno e/o su come riconoscere comportamenti a rischio.
  2. Di Consulenza: le/gli utenti potranno confrontarsi su una situazione problematica già in atto e su come affrontarla, esplorando risorse e punti di debolezza. Prima si impara a cogliere i segnali, migliore sarà la possibilità per le/gli adulte/i (genitori ed insegnanti) di intervenire.

Modalità

Lo sportello sarà aperto una volta settimana e sarà gestito da:

Dott.ssa Simona Nocera, Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Gabriella Calabretti,  Psicologa Psicoterapeuta