“ESSERE” – l’altra Albania raccontata da Eliana Leshaj

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La “Casa delle donne Lucha y Siesta” (in via Lucio Sestio, 10 – zona Cinecittà ) è protagonista dei dei due ultimi eventi romani della manifestazione “Le Arti si sFogliano” diretta dalla regista Federica Altieri, organizzata dall’Ass. Cult. Appercezioni e patrocinata e sostenuta dalla Regione Lazio.
Venerdì 19 giugno alle 21 lo spettacolo a ingresso gratuito “ESSERE, l’altra Albania di Eliana Leshaj” interpretato da Elena Nina Chiattelli e Eliana Leshaj, con le musiche di Marcello Allulli e Ermanno Baron e le foto e la scenografia di Paola Favoino.
Eliana Leshaj è una scrittrice ed intellettuale albanese scoperta da Federica Altieri e portata in scena con uno spettacolo eclettico dove la poesia, il pensiero, la recitazione, la musica, la fotografia e il video si alternano in un gioco coinvolgente che ha lo scopo di scalzare i banali preconcetti e andare alla scoperta della vera essenza della cultura albanese.

In un momento storico in cui la digitalizzazione ha invaso ogni ambito culturale, l’intento della manifestazione “Le Arti si sFogliano”, organizzata dall’Associazione Culturale “Appercezioni”, è quello di promuovere soprattutto presso il pubblico giovanile il ritorno fisico alla vita nelle librerie e nelle biblioteche, celebrate come “casa” del sapere collettivo, detentrici delle radici del sapere nonché punto di incontro sociale. Nell’ambito di 14 eventi, “traghettatori” ideali di questo ritorno sono artisti noti e emergenti di differenti “arti” ed estrazioni che, mescolando tradizione e modernità realizzano, partendo dalla parola letteraria, performance teatrali, musicali, poetiche, figurative e filmiche. Le pagine dei libri avranno un suono, un’immagine, danzeranno, verranno dipinte e recitate. Inviteranno ad abitare nuovamente, con la loro fusione artistica, le librerie e le biblioteche di Roma e del Lazio. Gli spettacoli, scritti e diretti da Federica Altieri, coinvolgono artisti di punta nel panorama italiano ed emergenti: gli attori Pino Ammendola, Maria Letizia Gorga, Cloris Brosca, Giada Fradeani, i musicisti Marcello Allulli, Ermanno Baron, Assalti Frontali, Il Muro del Canto, Luca Nostro, Farzanem Joorabchi, Francesco Diodati, Francesco Poeti, Stefano De Meo, Andrea Pace e Cristiano Poli Cappelli, i danzatori Simona Altieri e Giovanni Vacca, i pittori e i fotografi Barbara Pensa, Paola Favoino, Tommaso Santillo, Lorenzo Terranera, Fiorenza Gherardi De Candei, Lara Pacilio, Alessandro Ferraro, Fabio Magnoasciutti, Susanna Mattiangeli.

INFO e CONTATTI
Ass. Cult. APPERCEZIONI: E-mail: appercezioni2004@gmail.com Tel.: 334.2681423
Ufficio Stampa: E-mail fiorenzagherardi@gmail.com – Tel. 328.1743236
Facebook: https://www.facebook.com/leartisisfogliano

Lucha sotto le stelle. L’ecosostenibilità nella moda: riuso e creazioni

11407187_10206872928611658_6839942584608797748_nIl 20 giugno alle ore 18.30

presso la Casa delle donne Lucha y Siesta (via Lucio Sestio 10, Roma)

avrà luogo l’evento

“Lucha sotto le stelle. L’eco-sostenibilità nella moda: riuso e creazioni”

La sfilata, promossa dalla rivista Confronti in collaborazione con la Casa delle donne Lucha y Siesta, la Cooperativa Occhio del Riciclone e la Cooperativa sociale Altri orizzonti – MADEin CastelVolturno, nasce dall’esigenza di dare visibilità e sostegno a esperienze di natura sartoriale che:
– ambiscono a creare opportunità lavorative per donne socialmente svantaggiate, offrendo loro formazione ed esperienza professionale;
– reagiscono alla crisi del mercato del lavoro, proponendo percorsi alternativi;
– fanno del riutilizzo e del riciclo creativo una tappa sostanziale del proprio processo di produzione.
Nell’intenzione dei promotori la sfilata vuole essere la prima tappa di un percorso il cui fine ultimo è la creazione di una rete solidale finalizzata a una più ampia distribuzione dei prodotti. La vera sfida, quella che vogliamo accogliere e rilanciare, è quella di garantire stabilità a queste realtà per fare in modo che diventino una effettiva fonte di reddito.

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto L’altra via. Dal conflitto alla ricostruzione: strategie al femminile (vedi scheda) e gode del sostegno dei fondi 8 per mille della Chiesa valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi.

Il mercatino di Lucha…in versione serale!

10003519_1571587053119711_8112034279525569546_nDOMENICA 21 GIUGNO
COME OGNI TERZA DOMENICA DEL MESE TORNA
IL MERCATINO DI LUCHA..IN VERSIONE SERALE!!

▶▶DALLE 16.00 ALLE 22.00
artigianato artistico
prodotti bio
riciclo-riuso creativo
scambi e baratti

▶DALLE 17.00 ALLE 18.00
▶INTORNO ALLA NASCITA

Il MIPPE (Movimento Italiano Psicologia Perinatale) in collaborazione con Freedom For Birth Rome Action Group vi invitano alla rassegna di video-documentari sul percorso nascita.
Dalle 17.00 alle 18.00 ci sarà la proiezione di due documentari e a seguire un dibattito.
Per maggiori info:
https://www.facebook.com/events/968626613176907/
▶DALLE 19.30
▶APERICENA A CURA DELLA CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA

▶DALLE 19.30
▶HYPNOTIC ESSENCE TRIO
Jazz standards & soul sono il repertorio esplorato e interpretato da Michela Gazzolo con il suo trio che prevede, insieme alla voce, la chitarra di Gianluca Figliola e il contrabasso di Stefano Nunzi.
L’idea è quella di rimanere in bilico tra le classiche sonorità del jazz e del soul, per fonderle insieme in una rivisitazione dalle sonorità del tutto moderne, in un concetto di musica al limite dell’ipnosi, liberando così ogni freno inibitorio, preconcetto, stereotipo, ogni barriera musicale. Il trio, bilanciato in una armoniosa fusione tra jazz & soul crea estemporaneamente e di volta in volta in modo originale un proprio, unico sound.

Michela Gazzolo- voce
Gianluca Figliola – chitarra
Stefano Nunzi – contrabasso

Tutta nostra la città!

ca9683c0-730b-4ccb-81cb-4b5f62a01ef7Vite, energie, corpi favolosi e fuori controllo! Il 13 giugno partirà da Piazza della Repubblica il Roma Pride 2015. Appuntamento ore 15:00, Piazza della Repubblica

Lo attraverseremo come spazio conquistato e non concesso, dove rivendicheremo la libertà e i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex insieme al diritto ad una città libera da pregiudizi e dal malaffare, per il rispetto della dignità di tutt*. Mentre il sindaco Ignazio Marino sostiene i diritti delle coppie gay, si schiera in prima fila insieme a chi sta svendendo la città, rispondendo con le ruspe alla necessità di diritti e sottraendo ai cittadini gli spazi sociali, di aggregazione e di produzione culturale. Scendiamo in piazza gridando no al Jobs Act, al Piano Casa e al decreto Salva Roma, no alle ruspe di Salvini e al silenzio sulle morti in mare dei migranti. La nostra città è diventata insopportabile, triste, grigia e vuota. Noi ci riprendiamo gli spazi che ci vengono sottratti e intrecciamo le lotte per un comune percorso di mobilitazione.

Contro la precarietà abitativa, culturale, lavorativa e affettiva, contro la tristezza e la solitudine, contro il silenzio e il razzismo, scendiamo in piazza e riprendiamoci le strade!

Noi non stiamo con Marino, siamo frocie fuori norma!

Degender/Infosex/Lucha y Siesta/Scosse/Link/CSA La Torre/LaRoboterie/U-Kabarett

Di seguito il testo di lancio

Siamo fuori controllo. Siamo posate ed educate. Siamo svogliate e sgraziate. Siamo artiste e fannullone, femministe e ricchione. Siamo frocie ineducate. Siamo mani delicate, bocche insaziate. Siamo figlie di un rigore che ci ha volute ribelli. Siamo corpi desideranti, corpi stanchi, corpi vivi e fuori forma. Viviamo le nostre vite di lotta e favolosità negli spazi che occupiamo. Il Pride, la parata, è uno spazio che occupiamo. Uno spazio che ci appartiene perché non ci è stato concesso, ma è stato da noi conquistato. Uno spazio in cui esprimiamo la nostra essenza, mostriamo i nostri corpi, urliamo i nostri desideri e cantiamo la nostra rivoluzione, senza paura e forti della resistenza che celebriamo, perché libere dalla norma, libere dalla classificazione e dalla costrizione. Le nostre vite reclamano spazi, e i nostri corpi se li prendono!

Politici incapaci costringono la nostra quotidianità in città come modellini di plastica, costruiti da grosse mani inesperte, che non riescono a gestire i particolari. Le nostre vite hanno bisogno di città amiche, città morbide che parlano lingue diverse e mangiano cibi colorati; città gestite da chi riempie le sue strade e fa vivere i suoi spazi. Le città che vogliamo non hanno centri commerciali tra le baracche di piccoli commercianti; non hanno parcheggi sterminati al posto di parchi né decorazioni futuriste di cemento al posto di case popolari circondate da giardini. Le nostre città non accettano ricatti e compromessi; per questo noi non ci pieghiamo ai dettami politici che ci vedono come problema di ordine e decoro, ci stigmatizzano come fannullone delinquenti e pericolose, e ci ghettizzano in periferie abbandonate o in quartieri frocifriendly. Le città che vogliamo non si muovono su ruoli ritenuti rispettabili da un’autorità che non ci rappresenta, ma camminano sulle gambe di donne pelose e uomini sui tacchi, di bambine vestite male e di mamme con la barba. Le famiglie che abitano le nostre case sono scomposte e incasinate, non vanno a messa la domenica ma praticano il cunnilingus; non vanno al family day ma giocano nei centri sociali.

Emblema della strumentalizzazione che delle nostre soggettività viene fatta è Expo2015, che si è impossessata di costruzioni ideologiche da benpensanti per proporre modelli di città ecosostenibili, modelli di nutrizione sana e di integrazione di tutte le culture e di tutte le sessualità, per niente, però, supportati da credibilità e concretezza. Quello che expo è stato in grado di proporre fin’ora è solo sfruttamento dei territori, mercificazione dei corpi e sfruttamento del lavoro di giovani sottopagati. Ci opponiamo al modello expo, e rifiutiamo di sostenere il Pride ufficiale milanese che di tutto questo decide di farsi bandiera. Non vogliamo essere normalizzate; non vogliamo essere identificate in ruoli o controllate da norme. Vogliamo essere libere di autodeterminarci e usufruire di tutti gli strumenti che scegliamo per farlo.

Menti politiche illuminate impongono un regime economico di austerity definanziando le strutture pubbliche e sostenendo banche e grandi imprese; smantellano le forme di organizzazione sociale costruite dal basso e riconoscono un modello familiare irreale. La sanità deve essere pubblica, gratuita e libera dall’intervento delle lobby cattoliche! Gli interventi per il cambio di sesso si realizzano come sperimentazioni sui nostri corpi guidate da macellai che ci vedono come mostri. Ci ritroviamo a dover scegliere se ricoprire un ruolo maschile o un ruolo femminile e a dover regolare ogni aspetto della nostra vita sulla base di questa scelta. Ce lo impongono da bambine, e lì dobbiamo scegliere se essere principesse rosa o guerriere solitarie. Noi siamo principesse guerriere! E non siamo mai sole! Ci propongono lavori adatti alle nostre “Specificità”, all’immagine che di noi vogliono dare, all’aspetto più attraente della nostra personalità …o dei nostri culi.

Siamo brave casalinghe e badanti. Siamo negre puttane e zingare bastarde. Siamo migranti in cerca di vita, che vengono accolte da razzismo, sessismo e fascismo. Non vogliamo piacere alle belle forme dei salotti in cui si decidono le sorti di migranti che poi vengono lasciati morire sul tappetino di casa come fossero zanzare. Il nostro Paese si fa forte di grandi elogi sulle sue capacità di accogliere i migranti; cita enormi cifre stanziate a loro favore e bacchetta l’Europa che inerme assiste a tutto questo, ma non parla di CIE, non parla del lavoro in nero da schiavi, non parla del totale abbandono riservato a chi richiede asilo, e propone soluzioni ridicole da fumetto. Non ci riconosciamo in queste politiche, per questo decidiamo di non esserne schiave e trasgredire. Saremo in ogni città, in ogni lotta, in ogni parata, in ogni casa!

Ci riprendiamo la città, perché è tutta nostra!

DELIBERIAMO ROMA CONVOCAZIONE CONSIGLIO POPOLARE

Vuoi proporre una delibera? Vuoi fare il capogruppo o l’assessore?
Vuoi ridare importanza alla volontà popolare, ignorata dalla Giunta capitolina?
Alle ore 18 di giovedì 11 GIUGNO ti aspettiamo in PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO 
per realizzare il primo CONSIGLIO POPOLARE di Roma Capitale.

Di fronte a un governo cittadino sempre più lontano dai bisogni e dagli interessi della cittadinanza, la coalizione sociale di Deliberiamo Roma – che un anno fa ha raccolto 32.000 firme a sostegno di 4 delibere popolari su acqua bene comune, scuola pubblica, patrimonio comune e finanza sociale – propone a cittadini/e e associazioni di licenziare questa maggioranza e di mettersi al suo posto, per deliberare per il bene della città e di chi li abita.

Stanche/i della inefficacia del governo istituzionale e della sua inettitudine, apriamo l’anniversario della grande stagione del referendum del 2011, in cui 26 milioni di Sì hanno votato per l’acqua pubblica, approvando le vertenze e i progetti che possono cambiare concretamente la città.

Voteremo sì ai beni comuni, all’acqua pubblica e agli spazi sociali e no ai grandi interessi privati, alla mafia e alla speculazione!

 
 
DeliberiamoRoma

Un tetto sulla testa – ovvero sul perché di una campagna di finanziamento per ristrutturare la Casa delle donne Lucha y Siesta

Un tetto sulla testa

Ovvero sul perché di una campagna di finanziamento per ristrutturare la Casa delle donne Lucha y Siesta

L’attaccamento a un luogo risiede nell’intensità dei rapporti e delle storie che vi si sviluppano e si dimostra anche con la cura della sua materialità. Benché il nostro legame a esso sia incerto e precario, più quel luogo  viene migliorato più sentiamo di lavorare bene perché lo adattiamo alle vicende mutevoli dei nostri bisogni e desideri. È per questo che oggi vogliamo investire su queste mura.

Chi siamo

La Casa delle Donne Lucha y Siesta ha scelto l’ottica comunitaria e l’organizzazione autogestita come strumento per combattere i fenomeni sociali, economici e politici che minacciano lo sviluppo di progetti di vita autonomi, consapevoli e degni. La regolazione delle principali attività sociali secondo stereotipi di genere, le disparità nel trattamento salariale e contrattuale sul lavoro, l’approccio sociale assistenzialista nei confronti delle donne, la violenza di genere in ogni sua forma, l’accettazione dell’esistenza di rapporti di subordinazione basati sul genere sono solo alcuni dei nostri nemici. Crediamo che quella intrapresa dalle tante donne e compagne che hanno attraversato questa esperienza sia una battaglia civile e politica affinché nessuno paghi il prezzo sociale dell’esclusione e del fallimento. Non si tratta di volontariato, come spesso ci sentiamo dire, ma di costruire il mondo giusto, solidale e migliore che vogliamo, cambiando quello che non va.

La nostra pratica passa attraverso un progetto di autonomia personale costruito secondo le forme del neomutualismo. Segue un percorso comunitario per la tessitura di nuove relazioni in uno spazio “legittimamente valorizzato” e non “abusivamente occupato”. Alimenta una visione politica di nuova significazione e condivisione di vissuti che punta, in primis, a ricondurre la questione dei generi e delle differenze nei territori perché crediamo che, troppo spesso, chi governa non sia in grado di leggere la società e chi amministra non abbia interesse nel gestire e rispettare il bene pubblico.

La strada è lunga, a volte nebbiosa, e gli sforzi sono grandi, ma ciò che ci tiene ancora lì è la convinzione di essere sulla buona strada, portando avanti con forza questa esperienza che potrebbe essere adottata anche altrove con l’apertura di una Casa delle Donne in ogni municipio.

Cosa abbiamo fatto

Sette anni di occupazione hanno trasformato questa proprietà comunale abbandonata in un bene comune abitativo e sociale al femminile, dove vivono 12 donne e 5 bambini; uno spazio aperto di condivisione delle competenze per un lavoro senza padroni; un luogo di cultura, condivisione e partecipazione. Qui si è sviluppato la spazio “Consultiamoci”, attivo nel territorio sul tema della sessualità libera e consapevole, in collaborazione con “Freedom for Birth Roma Action Group” che da anni lavora sulla libera scelta rispetto a gravidanza e parto e da cui si è generato negli ultimi mesi il gruppo “Poliedro”, per contrastare gli stereotipi nella genitorialità e creare uno spazio di “socialità poliedrica”. Lucha y Siesta fa anche parte della rete cittadina femminista e queer “Io Decido”.

Negli anni, inoltre, lo spazio è divenuto un luogo di cultura, intrecciando linguaggi e pratiche nuove, nate dalla sinergia con tante/i e diverse/i. Le iniziative che hanno contribuito, con successo, a creare un’offerta culturale accessibile e orizzontale sul territorio sono numerosissime: dal Cineforum estivo, divenuto un appuntamento importante nel quartiere, fino all’ultimo esperimento di “Ritratti di donne che hanno fatto la storia”, per ritessere una genealogia che sentiamo nostra e valorizzare modelli femminili disseminati nel tempo e nello spazio. Così la diroccata sottostazione del tram anni ’20 ha avuto nuova vita consentendo a molte donne di fermarsi, prendere fiato, orientarsi e ritessere la propria vita. Tutto questo attraverso continui interventi di ristrutturazione e manutenzione che sono stati effettuati senza essere mai risolutivi (visti i costi di una ristrutturazione completa.

Abbiamo stimato che in 7 anni sono stati spesi circa 30.000 euro per la manutenzione della Casa a cui si aggiungono le ore di lavoro non pagato di tante e tanti che, solidali, hanno messo a disposizione la propria professionalità in un’ottica di mutuo-aiuto. Oggi il piano terra è composto da: segreteria, 5 stanze e i bagni; la cucina comune, la biblioteca autogestita e sala studio, inaugurate nel 2012 insieme all’ampliamento delle attività della sala polifunzionale. Nei due piani superiori, composti ognuno da un unico ambiente, sono state ricavate 4 stanze ed infine la “piccionaia”, ultimo baluardo dei nostri “storici nemici”, è diventata un laboratorio di pittura. Nell’altra ala della casa ci sono invece 4 stanze che affacciano sul grande terrazzo e un bagno. Gli ambienti esterni ospitano lo sportello di accoglienza, ascolto e antiviolenza; il laboratorio di ceramica e la sartoria di LyS Recycle.

Cosa vorremmo ancora fare

Oggi ci troviamo davanti a un grande ostacolo: da oltre un anno e mezzo l’ultimo piano è chiuso a causa di infiltrazioni dal tetto, due stanze e altri locali sono stati sottratti alla possibilità di essere vissuti. In una città in cui i luoghi di accoglienza per donne in difficoltà si contano sulle punte delle dita, la privazione anche solo di due stanze non è cosa da poco. La ristrutturazione del tetto, i cui costi si aggirano intorno ai 25/30.000 euro, consentirà l’ampliamento degli spazi da destinare a scopi abitativi.

Questa nostra nuova sfida parte l’8 maggio 2015 alle ore 19.00

dalla Casa delle donne Lucha y Siesta da qui, accompagnat* dalla sociologa urbana Irene Ranaldi, attraverseremo alcuni luoghi storici del quartiere, fino a raggiungere alle ore 20.00 il Csoa Spartaco (Via Selinunte 57, Roma) per la serata con

Giulia Ananìa in “Bella, Gabriella!”

una dedica emozionale alla grande Gabriella Ferri, alla sua Roma di ieri e di oggi

Musiche: Gabriella Ferri Arrangiamenti: Giulia Ananìa e Valerio Rodelli Testi: Gabriella Ferri, Pierpaolo Pasolini, Poeti der Trullo Con: Giulia Ananìa (voce, chitarra, synth), Valerio Rodelli (organetto), Stefania Placidi (chitarra classica – cori), Armando Serafini (batteria, percussioni), Felice Zaccheo (mandolino), Andrea Ruggiero (violino elettrico) Attori: Lilith Primavera, Michele Botrugno Video mapping: Insetto Stecco (Lorenzo Lupano)

…gli appuntamenti continueranno fino all’autunno…STAY TUNED!

Evento facebook della serata!

Ritratti di donne che hanno fatto la storia: rassegna di teatro, musica e immagini

Ritratti di donne che hanno fatto la storia

Nel corso della storia molte sono state le figure femminili di estrema importanza sia nell’ambito politico che culturale, verso le quali la cultura ufficiale non dedica il giusto approfondimento. Questa rassegna, che mescola le forme espressive del teatro, della musica e delle immagini, cerca di far rivivere questi modelli femminili facendo emergere il contributo che ogni singola protagonista ha dato al suo specifico ambito di espressione artistica. Alcune di loro sono conosciute ai più perché legate sentimentalmente a uomini di successo. La nostra rassegna scardina questa visione stereotipata, valorizzando e facendo emergere le qualità artistiche di ciascuna di esse: infatti ognuna di loro ha contribuito alla realizzazione di una cultura visiva e intellettuale prettamente femminile.

Rassegna a cura di Donatella Mei, Egilda Orrico, Maria Laura Franceschini.

Con la partecipazione di Francesca Cati

Domenica 25 Gennaio – 1 Marzo – 29 Marzo – 26 Aprile – 31 Maggio 2015

Via Lucio Sestio, 10 

Dalle ore 19.30 aperitivo a seguire iniziativa

Per info dettagliate sul programma delle serate visita la pagina facebook

25 Gennaio 2015: Dora Maar. Dora Maar è stata una fotografa, poetessa e pittrice francese di origine croata. Donna di rara bellezza, sensuale, distaccata, enigmatica, aderì al surrealismo e frequentò gli intellettuali più importanti di Parigi. Acuta, intelligente e politicamente impegnata, Dora ha lasciato un’ impronta profonda nella storia della fotografia.

1 Marzo 2015: 101 donne che hanno fatto grande Roma di Paola Staccioli. 101 ritratti di donne dalla Roma antica, al secondo dopoguerra, dal Medioevo al Rinascimento, dal Risorgimento alla Roma del boom economico ci racconta la storia di donne della grande Storia ma anche figure rimaste fuori dalla ribalta della notorietà, impegnate nella politica o nel sociale, artiste, letterate, attrici, cortigiane.

29 Marzo 2015: Tina Modotti. Emigrante, operaia, attrice, fotografa nel Messico degli anni venti, antifascista militante nel movimento internazionale, perseguitata ed esule politica. Fu “fotografa e combattente”. La fotografia per lei è stato un mezzo per riprendere la vita reale della gente del popolo.

26 Aprile 2015: Alba de Cespedes. Scrittrice, poetessa e partigiana italiana, autrice anche di testi per il cinema e il teatro. Ha scritto romanzi e poesie e si è occupata della stesura di copioni di programmi per la radio e la televisione. “Clorinda” è stato il suo pseudonimo radiofonico, e il suo nome di battaglia da partigiana.

31 Maggio 2015: Camille Claudell. Scultrice e graphic designer francese. Molte delle sue opere sono esposte al Museo Rodin di Parigi, in una sala a lei dedicata accanto ad alcune sculture di Rodin che lei ha ispirato. Su di lei sono stati girati due film: il primo nel 1988 di Bruno Nuytten, il secondo nel 2013 di Bruno Dumont.

10854472_1555576304720786_6776282211794125984_oRassegna a cura di Donatella Mei; Egilda Orrico; Maria Laura Franceschini.