Ritratti di donne che hanno fatto la storia: rassegna di teatro, musica e immagini

Ritratti di donne che hanno fatto la storia

Nel corso della storia molte sono state le figure femminili di estrema importanza sia nell’ambito politico che culturale, verso le quali la cultura ufficiale non dedica il giusto approfondimento. Questa rassegna, che mescola le forme espressive del teatro, della musica e delle immagini, cerca di far rivivere questi modelli femminili facendo emergere il contributo che ogni singola protagonista ha dato al suo specifico ambito di espressione artistica. Alcune di loro sono conosciute ai più perché legate sentimentalmente a uomini di successo. La nostra rassegna scardina questa visione stereotipata, valorizzando e facendo emergere le qualità artistiche di ciascuna di esse: infatti ognuna di loro ha contribuito alla realizzazione di una cultura visiva e intellettuale prettamente femminile.

Rassegna a cura di Donatella Mei, Egilda Orrico, Maria Laura Franceschini.

Con la partecipazione di Francesca Cati

Domenica 25 Gennaio – 1 Marzo – 29 Marzo – 26 Aprile – 31 Maggio 2015

Via Lucio Sestio, 10 

Dalle ore 19.30 aperitivo a seguire iniziativa

Per info dettagliate sul programma delle serate visita la pagina facebook

25 Gennaio 2015: Dora Maar. Dora Maar è stata una fotografa, poetessa e pittrice francese di origine croata. Donna di rara bellezza, sensuale, distaccata, enigmatica, aderì al surrealismo e frequentò gli intellettuali più importanti di Parigi. Acuta, intelligente e politicamente impegnata, Dora ha lasciato un’ impronta profonda nella storia della fotografia.

1 Marzo 2015: 101 donne che hanno fatto grande Roma di Paola Staccioli. 101 ritratti di donne dalla Roma antica, al secondo dopoguerra, dal Medioevo al Rinascimento, dal Risorgimento alla Roma del boom economico ci racconta la storia di donne della grande Storia ma anche figure rimaste fuori dalla ribalta della notorietà, impegnate nella politica o nel sociale, artiste, letterate, attrici, cortigiane.

29 Marzo 2015: Tina Modotti. Emigrante, operaia, attrice, fotografa nel Messico degli anni venti, antifascista militante nel movimento internazionale, perseguitata ed esule politica. Fu “fotografa e combattente”. La fotografia per lei è stato un mezzo per riprendere la vita reale della gente del popolo.

26 Aprile 2015: Alba de Cespedes. Scrittrice, poetessa e partigiana italiana, autrice anche di testi per il cinema e il teatro. Ha scritto romanzi e poesie e si è occupata della stesura di copioni di programmi per la radio e la televisione. “Clorinda” è stato il suo pseudonimo radiofonico, e il suo nome di battaglia da partigiana.

31 Maggio 2015: Camille Claudell. Scultrice e graphic designer francese. Molte delle sue opere sono esposte al Museo Rodin di Parigi, in una sala a lei dedicata accanto ad alcune sculture di Rodin che lei ha ispirato. Su di lei sono stati girati due film: il primo nel 1988 di Bruno Nuytten, il secondo nel 2013 di Bruno Dumont.

10854472_1555576304720786_6776282211794125984_oRassegna a cura di Donatella Mei; Egilda Orrico; Maria Laura Franceschini.

✦✦ Giulia Ananìa in “Bella, Gabriella!” @ sostegno della campagna di ristrutturazione del tetto della Casa delle donne Lucha y Siesta ✦✦

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✦✦ Venerdì 8 Maggio 2015 ✦✦
✦✦ ore 20.00 ✦✦
✦✦ al Csoa Spartaco ✦✦

✦✦✦✦ Giulia Ananìa in BELLA, GABRIELLA ✦✦✦✦

serata a sostegno della campagna di ristrutturazione del tetto

della Casa delle donne Lucha y Siesta 

✦ Una dedica emozionale alla grande Gabriella Ferri, alla sua Roma di ieri e di oggi ✦

✦ Per sostenere la campagna di ricostruzione del tetto di Lucha y Siesta una serata ad alto tasso emozionale e di condivisione con il pubblico e con ospiti che verranno a “trovare” lo spettacolo e a inserirsi nelle canzoni.. il tutto in una magica scenografia sospesa tra la Roma di ieri e di oggi con le visual a cura del video artista Insetto Stecco (Lorenzo Lupano) ✦

✦ Prima del concerto un happening dedicato alla cucina romanesca: la cucina del csoa Spartaco offrirà un menù romano mentre l’ensamble di “Bella, Gabriella” sonorizzerà letture di antiche ricette romanesche.. ✦

✦ Musiche: Gabriella Ferri Arrangiamenti: Giulia Ananìa e Valerio Rodelli Testi: Gabriella Ferri, Pierpaolo Pasolini, Poeti der Trullo ✦

✦ Con: Giulia Ananìa (voce, chitarra, synth), Valerio Rodelli (organetto), Stefania Placidi (chitarra classica – cori), Armando Serafini (batteria, percussioni), Felice Zaccheo (mandolino), Andrea Ruggiero (violino elettrico) Attori: Lilith Primavera, Michele Botrugno Video mapping: Insetto Stecco (Lorenzo Lupano) Artwork: Onze ✦

✦ Ingresso 5 euro ✦

✦ Csoa Spartaco, Via Selinunte, 57 (Roma) ✦

“Bella, Gabriella!” è lo spettacolo dedicato alla grande Gabriella Ferri. Un progetto nato dall’amore smisurato per l’artista romana di Giulia Ananìa (cantautrice e poetessa) e Valerio Rodelli (organettista e compositore) con un ensamble d’eccezione : Armando Serafini alla batteria, Andrea Ruggiero al violino, Stefania Placidi alla chitarra classica, Felice Zaccheo al mandolino.

Le canzoni di Gabriella Ferri che raccontano una Roma spontanea, ingenua, poetica e ribelle si uniscono ai racconti della Roma metropolitana di oggi, ancora compagnona e istrionica ma nostalgica di quell’autenticità che sembra talvolta sparire sopraffatta dai conflitti sociali, dall’alienazione e dalla solitudine che si respirano nella città moderna.

Storie di ieri e di oggi, dove l’amore incontra il coltello, il carcere, l’ingiustizia, il divertimento, la poesia dell’arrangiarsi. Un parallelo coinvolgente tra musica, street poetry e teatro; tra le canzoni della grande Ferri, i suoi testi, le poesie per lei scritte da Pasolini e dai grandi poeti del suo tempo e la poesia raccontata e vissuta ai giorni d’oggi dai Poeti der Trullo e dai poeti dei nostri giorni .

Ad accompagnare il concerto le letture a cura di due straordinari giovani attori romani che, nell’alternarsi delle canzoni, si faranno interpreti delle poesie e testi che interpretano la Roma di ieri e di oggi: Lilith Primavera e Michele Botrugno.

A due anni dalla nascita del progetto Bella, Gabriella! conta piu di 50 concerti in Italia e due tour in Francia e Belgio. Tante le collaborazioni con attori, cantanti e realtà artistiche tra le più importanti e interessanti nel panorama italiano, come ad esempio: Giorgio Tirabassi, Lucilla Galeazzi, Zerocalcare, Poeti Der Trullo, Carlo De Ruggiero, Edoardo Pesce. Bella, Gabriella! ha continuato sempre a suonare per sostenere spazi occupati dove venisse portata avanti una cultura “altra”, luoghi fondamentali per la nostra città.. che la nostra amata Gabriella avrebbe senz’altro sostenuto.

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Il Poliedro – Spazio per mille famiglie: gli appuntamenti di Aprile!

Freedom for Birth RomeActionGroup e Lucha y Siesta

hanno il piacere di invitarvi ai prossimi appuntamenti di APRILE di

Il POLIEDRO
SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE

Il POLIEDRO-SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE nasce all’interno del progetto “CONSULTIAMOCI” sportello di informazioni e orientamento ostetrico-legale- psicologico, ad opera di un gruppo di donne, madri e non, professioniste (psicoterapeute, avvocate, ostetriche) e operatrici sociali che si occupano di diritti, salute e benessere della donna.

Il desiderio e l’intenzione primaria sono di costruire uno spazio di incontro, confronto e scambio tra le famiglie, di qualsiasi tipo, che vivono nel nostro quartiere. Ma anche oltre i confini del quartiere Tuscolano.

Non solo le mamme quindi. Troppo spesso ed eccessivamente sovraccaricate dall’idea che ancora oggi la genitorialità sia solo o soprattutto una questione di mamme. Spazio per mille Famiglie vuole rompere questo stereotipo, promuovendo e valorizzando una cultura della genitorialità che coinvolga entrambi i sessi e i generi nella relazione affettivo-educativa con i figli e le figlie.

Non solo un tipo di famiglia. Perché nella realtà non ne esiste solo un tipo ma tanti, tantissimi tipi: famiglie unite, separate, allargate, uniparentali, etero e omogenitoriali, multietniche e multiculturali, miste (valori, cultura e religioni differenti). Spazio per mille Famiglie vuole essere un luogo di accoglienza e rispetto per ogni nucleo familiare che vorrà viverlo e parteciparvi, in netto contrasto con posizioni pregiudizievoli e discriminatorie. Il progetto Spazio per mille Famiglie si propone di promuovere una cultura della genitorialità, non stereotipata o idealizzata, che metta al centro autenticità e buona qualità della relazione affettiva, riconoscimento dell’altro e rispetto delle sue differenze.

Il POLIEDRO-SPAZIO per mille FAMIGLIE è un luogo in cui potersi conoscere, condividere esperienze e idee, in cui esprimere bisogni e desideri, dubbi e timori con altri, che vivono una quotidianità simile, alle prese con figli, lavoro, organizzazione familiare, difficoltà a prendersi momenti per sé…

Uno stimolo alla socializzazione e a costruire occasioni di piacere, divertimento, ozio creativo e attività ricreative o di relax.

Un tempo in cui attivare riflessioni e approfondimenti su tematiche legate alla prima e alla seconda infanzia, alla relazione affettiva ed educativa e tanto altro, attraverso la partecipazione a semplici merende, a cineforum, teatro, letture e seminari informativi e formativi con professionisti del settore.

In questa fase iniziale il POLIEDRO-SPAZIO per MILLE FAMIGLIE è attivo due giorni al mese: martedì e domenica.
Il martedì pomeriggio è dedicato ad attività informative/formative per adulti (prevedendo per i/le bambini/e contemporanee attività creative e/o di lettura) che spaziano dai temi legati alla genitorialità, alla salute e al benessere psicofisico dei bambini e delle bambine, al riuso/riciclo, decrescita, consumo critico.
La domenica è dedicata ad attività ludiche/culturali per i piccoli e le piccole per cui si alterneranno spettacoli di teatro, film animati e letture senza stereotipi.

APPUNTAMENTI APRILE:

Martedì 14 Aprile alle ore 17.15

– “Cose inutili durante l’infanzia: incontro informativo/pratico per coppie in attesa e neogenitori sui bisogni dei bambin* 0-12 mesi, il riuso/riciclo, consumo critico, consapevole e sostenibile” a cura di Agnese Pietroselli;

– Riciclo creativo per bambin* 3-6 anni: il mondo che ci circonda, così pieno di cose, è ricco di grandi tesori, scopriamoli assieme per costruire e realizzare giochi e desideri! A cura di Claudia Bernabucci.

Domenica 19 aprile 0re 14.30
– Laboratorio di pittura con colori naturali e giardinaggio per bambin* 3-7 anni. A cura di Katia Rachella e Claudia Bernabucci

Martedì 21 Aprile ore 10.00-12.30
– “Manovre di disostruzione pediatriche delle vie aree”. Il corso teorico-pratico è tenuto dall’ Associazione Salvamento Accademy. La partecipazione è gratuita ed è necessario prenotarsi inviando un’email a consultiamoci-poliedro@autistici.org

Nella giornata di domenica ci sarà anche il mercatino dell’artigianato di Lucha y Siesta.
Il pranzo ai bambin* sarà offerto (pasta al pomodoro) mentre gli adulti potranno acquistare in loco gli ottimi manicaretti preparati dalle signore della Casa delle Donne.

VENITECI A TROVARE!
Si consiglia di prenotare, indicando la presenza di bambini e l’età, ai seguenti indirizzi email: freedomforbirth.rag@gmail.com o segreterialys@gmail.com
Presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta
via Lucio Sestio n. 10, Roma.

Le iniziative culturali per bambine e bambini (letture e teatro) sono organizzate a titolo volontario e sono sostenute e rese possibili dalla vostra partecipazione e dai vostri contributi liberi e consapevoli ad artisti/e, a professionisti/e e operatori/e che terranno gli incontri!

Lo Sportello di Ascolto “Consultiamoci” è attivo tutti ii martedì su appuntamento.

Per info e/o appuntamenti:
freedomforbirth.rag@gmail.com / segreterialys@gmail.com

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Lucha y Siesta, la Casa delle donne nel cuore del Quadraro

Articolo tratto da LaStampa.it – Voci di Roma 

Da sette anni un collettivo ha occupato un vecchio stabile anni ’20 di proprietà dell’Atac per ospitare le persone in difficoltà e combattere la violenza di genere. Ora ospita 15 donne e 4 minori

LUDOVICA LIUNI

A Roma ci sono moltissimi spazi inutilizzati. Alcuni se ne restano lì, abbandonati per anni, a causa delle solite lungaggini burocratiche. Ad altri, invece, è concessa la possibilità di ospitare qualcuno e di vivere una nuova stagione. Un giorno di sette anni fa un collettivo di donne ha deciso di occupare un vecchio stabile di proprietà dell’Atac abbandonato da più di un decennio nella zona del Quadraro. È nata così l’esperienza della comunità Lucha y Siesta, dove in questi anni molte donne hanno avuto la possibilità di cominciare una nuova vita, seguite passo dopo passo nel loro percorso di rinascita.

“Siamo entrate in questo stabile con un gruppo di persone già pronte ad abitarci”, racconta Michela, una delle responsabili del centro. Erano donne che avevano alle spalle un passato difficile: problemi economici, divorzi difficili, storie di violenze. “Volevamo allargare l’esperienza della Casa internazionale delle Donne di via della Lungara”, spiega. Così, si sono rimboccate le maniche e hanno organizzato una struttura che ha fatto del sostegno il suo punto di forza. Dallo sportello di primo ascolto e accoglienza fino ai corsi di italiano per le donne che sono arrivate in Italia per sfuggire alle difficoltà dei loro paesi di appartenenza.

Al momento il centro ospita quindici donne e quattro minori: “Non mettiamo mai un limite alla permanenza all’interno dello stabile, perché vogliamo che queste donne abbiano il tempo per voltare pagina e ricominciare una nuova vita”, ricorda Michela. Spesso, infatti, i centri d’accoglienza e le case famiglia permettono un soggiorno di soli sei mesi: “Troppo pochi per permettere a chiunque di ricostruirsi un tessuto sociale”, ammette Michela. Il tempo, in questo caso, non è una variabile importante: “Tutte le nostre ospiti vengono seguite attraverso dei colloqui personalicon le operatrici – aggiunge -, questo permette di delineare un progetto compatibile con le loro esigenze”. D’altronde ognuna di loro ha una storia diversa e dei bisogni da soddisfare.

Ma nel periodo di permanenza all’interno della Casa delle Donne Lucha y Siesta non si resta di certo con le mani in mano. Subito dopo l’apertura della comunità le operatrici hanno dato il via alle attività, alcune fisse, altre periodiche. Tra quelle stabili spicca la sartoria, che comprende anche corsi di riuso e di riciclo dei materiali. Poi la terza domenica del mese c’è il mercatino, uno spazio coloratissimo in cui è possibile esporre creazioni fate a mano e con materiali di recupero. Nel periodo estivo, invece, le ospiti organizzano il cineforum, senza alcun costo d’entrata. “E’ un progetto a cui teniamo molto – racconta Michela –, perché ci permette di aprire lo spazio a tutto il quartiere”.

D’altronde questo vecchio stabile degli anni ‘20 è un patrimonio della città: “Spesso alcuni anziani ci raccontano che venivano qui a giocare da bambini e che finalmente possono tornarci”, spiega. Dopo una prima fase di assestamento, oggi il rapporto con il quartiere si è finalmente consolidato: “All’inizio c’era la solita preoccupazione e tutti si chiedevano: perché hanno occupato?”, ricorda Michela. Poi nel corso degli anni è arrivata una grossa spinta solidale: “C’è chi porta il tavolo che non serve più, chi ci aiuta con la sartoria o il cineforum. – spiega -. Ci siamo impegnate per avere un rapporto trasversale con la cittadinanza”. L’obiettivo di Lucha y Siesta, infatti, non è solo mirato alla popolazione femminile: “Capitano a tutti delle fasi difficili nel corso della vita – ammette -, e qui da noi possono essere affrontate grazie al sostegno dell’intera comunità”.

Il futuro, però, è tutto da costruire: “Per noi sarebbe fondamentale essere riconosciute come associazione e ottenere finalmente l’assegnazione di questo spazio”. D’altronde il lavoro di Lucha y Siesta viene svolto alla luce del sole e a stretto contatto con l’attività pubblica: “Svolgiamo un servizio che si affianca a quello istituzionale – spiega Michela -, da noi arrivano donne mandate dai servizi sociali del Comune”.
Da sette anni, però, questa comunità al femminile non riceve alcun tipo di finanziamento pubblico: “Il nostro sogno è aprire degli spazi riconosciuti in ogni municipio che diano sostegno alle persone in difficoltà”, ammette. Poi ricorda: “In questi anni i nostri sportelli hanno accolto moltissime donne: dove sarebbero andate altrimenti?”. Un interrogativo che ancora non ha trovato risposta.

Donne del Meditteraneo: tra lotta e autodeterminazione

In un Mediterraneo costellato di società in crisi, attraversato e dilaniato da conflitti globali, neocolonismo e processi di accaparramento delle risorse, donne mediorientali ed europee si confrontano, al fine di costruire pratiche di lotta e modelli alternativi condivisi, sul ruolo svolto dalle donne stesse nello sviluppo di percorsi collettivi di autodeterminazione e resistenza dal basso.

Sabato 28 Marzo 2015
dalle ore 17.30
la Casa delle donne Lucha y Siesta

vi invita ad un incontro e aperitivo con:

Fatma Gulmez (Kurdistan)
Aziza Barnaoui (Mauritania)
Areej Jafari (Palestina)
Houyame Aidi (Algeria)
Dilek Yankaya (Turchia)
Rime Al Sayed (Siria)

parteciperanno delegazioni da Grecia e Sharawi

coordina: Serena Tarabini (Rojava Calling)

Casa delle donne Lucha y Siesta

Via Lucio Sestio, 10

https://www.facebook.com/events/929752303722350/

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#IODECIDO: Fuori gli obiettori dal San Camillo. APPUNTAMENTO: lunedi 16 marzo h 10.30 all’ingresso del San Camillo

Oggi venerdì 13 marzo come rete #iodecido abbiamo deciso di fare incursione con maschere rosa e striscioni all’ interno dell’ ospedale San Camillo di Roma, sede del primo reparto per numero di IVG nel Lazio e del coordinamento regionale per la legge 194.

È con rabbia e preoccupazione che rispondiamo all’allarme lanciato dalle ginecologhe che operano negli ospedali della Provincia di Roma, circa il rischio che al reparto maternità e ostetricia dell’Ospedale San Camillo venga nominato un primario obiettore di coscienza.

Proviamo rabbia, perchè siamo costrette a constatare che dichiararsi obiettore di coscienza è la condizione irrinunciabile per fare carriera negli ospedali pubblici. Praticare l’IVG sembra infatti incompatibile col dirigere un reparto di maternità e ostetricia: come se garantire alle donne la libertà di scelta fosse in contraddizione con il promuovere una maternità responsabile e desiderata. I diritti delle donne sono calpestati per gli interessi di chi sta distruggendo la sanità pubblica avvalendosi di presunti meriti morali e religiosi e applicando la falsa retorica del taglio agli sprechi.

I danni devastanti già si contano: il ritorno dell’aborto clandestino e casalingo, specialmente tra adolescenti e immigrate, non è più uno spettro del passato ma un orizzonte sempre più prossimo.

Il San Camillo è il centro per l’interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) più importante del Lazio, tra le 4 strutture a Roma a somministrare la RU486 (insieme al Grassi, al Sant’Eugenio e al San Filippo Neri). A fronte di altri 4 reparti IVG chiusi di recente nel Lazio (Monterotondo, Sora, Frosinone e Gaeta) e del faticoso e ancora atteso riavvio del repartino del Policlinico Umberto I, il San Camillo rimane il cuore dell’applicazione della Legge 194 nella regione. La nomina di un obiettore confessionale ci dà la certezza che anche al San Camillo nel giro di poco tempo richiedere un aborto significherà andare incontro a mille ostacoli, dai tempi di attesa agli obiettori di coscienza.

Vogliamo richiamare alle sue responsabilità il governatore della regione Lazio Nicola Zingaretti: oggi garantire l’applicazione della legge 194 significa porre misure di tutela della salute e dell’autodeterminazione delle donne, come di garanzia di trovare medici non obiettori in ogni ospedale pubblico, facendo sì che questa scelta non sia più un limite alle possibilità di carriera di questi medici, evidentemente soggetti a discriminazione.

Chiediamo a Zingaretti di indire un nuovo bando di concorso per il San Camillo in cui tali discriminazioni vengano efficacemente contrastate e i diritti delle donne e dei medici non obiettori rispettati.

Chiediamo infine al Governatore di mettere in atto quanto è in suo potere per garantire il Turn Over del personale medico e la massima qualità e assistenza negli ospedali pubblici così come nei consultori, sempre più poveri di personale qualificato e di risorse.

È altrettanto imprescindibile garantire le risorse necessarie e mettere tra le priorità nella riqualificazione ,la formazione e l’aggiornamento degli operatori sanitari in particolare per quanto riguarda l’IVG e la RU486, la prevenzione e la contraccezione.

Alla direzione sanitaria/generale del San Camillo chiediamo l’immediata attivazione di un reparto dedicato alla somministrazione della RU486.

Inoltre, ci batteremo affinchè il reparto IVG non venga scorporato dal reparto Maternità e trasferito in un’altra ala dell’ospedale. Questa scelta potrebbe rappresentare un rischio concreto per la vita stessa delle donne ricoverate, dilatando, in casi di emergenza, i tempi di trasferimento tra i diversi padiglioni.

Diamo appuntamento lunedi 16 marzo h10.30 all’ingresso del San Camillo durante i colloqui per la nomina del nuovo primario, affinché tale nomina venga rinviata al momento in cui siano individuati candidati adeguati che garantiscano i diritti delle donne e che rispondano pienamente alle mansioni richieste nella sanità pubblica

Rete #ioDecido