DELIBERIAMO ROMA CONVOCAZIONE CONSIGLIO POPOLARE

Vuoi proporre una delibera? Vuoi fare il capogruppo o l’assessore?
Vuoi ridare importanza alla volontà popolare, ignorata dalla Giunta capitolina?
Alle ore 18 di giovedì 11 GIUGNO ti aspettiamo in PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO 
per realizzare il primo CONSIGLIO POPOLARE di Roma Capitale.

Di fronte a un governo cittadino sempre più lontano dai bisogni e dagli interessi della cittadinanza, la coalizione sociale di Deliberiamo Roma – che un anno fa ha raccolto 32.000 firme a sostegno di 4 delibere popolari su acqua bene comune, scuola pubblica, patrimonio comune e finanza sociale – propone a cittadini/e e associazioni di licenziare questa maggioranza e di mettersi al suo posto, per deliberare per il bene della città e di chi li abita.

Stanche/i della inefficacia del governo istituzionale e della sua inettitudine, apriamo l’anniversario della grande stagione del referendum del 2011, in cui 26 milioni di Sì hanno votato per l’acqua pubblica, approvando le vertenze e i progetti che possono cambiare concretamente la città.

Voteremo sì ai beni comuni, all’acqua pubblica e agli spazi sociali e no ai grandi interessi privati, alla mafia e alla speculazione!

 
 
DeliberiamoRoma

Un tetto sulla testa – ovvero sul perché di una campagna di finanziamento per ristrutturare la Casa delle donne Lucha y Siesta

Un tetto sulla testa

Ovvero sul perché di una campagna di finanziamento per ristrutturare la Casa delle donne Lucha y Siesta

L’attaccamento a un luogo risiede nell’intensità dei rapporti e delle storie che vi si sviluppano e si dimostra anche con la cura della sua materialità. Benché il nostro legame a esso sia incerto e precario, più quel luogo  viene migliorato più sentiamo di lavorare bene perché lo adattiamo alle vicende mutevoli dei nostri bisogni e desideri. È per questo che oggi vogliamo investire su queste mura.

Chi siamo

La Casa delle Donne Lucha y Siesta ha scelto l’ottica comunitaria e l’organizzazione autogestita come strumento per combattere i fenomeni sociali, economici e politici che minacciano lo sviluppo di progetti di vita autonomi, consapevoli e degni. La regolazione delle principali attività sociali secondo stereotipi di genere, le disparità nel trattamento salariale e contrattuale sul lavoro, l’approccio sociale assistenzialista nei confronti delle donne, la violenza di genere in ogni sua forma, l’accettazione dell’esistenza di rapporti di subordinazione basati sul genere sono solo alcuni dei nostri nemici. Crediamo che quella intrapresa dalle tante donne e compagne che hanno attraversato questa esperienza sia una battaglia civile e politica affinché nessuno paghi il prezzo sociale dell’esclusione e del fallimento. Non si tratta di volontariato, come spesso ci sentiamo dire, ma di costruire il mondo giusto, solidale e migliore che vogliamo, cambiando quello che non va.

La nostra pratica passa attraverso un progetto di autonomia personale costruito secondo le forme del neomutualismo. Segue un percorso comunitario per la tessitura di nuove relazioni in uno spazio “legittimamente valorizzato” e non “abusivamente occupato”. Alimenta una visione politica di nuova significazione e condivisione di vissuti che punta, in primis, a ricondurre la questione dei generi e delle differenze nei territori perché crediamo che, troppo spesso, chi governa non sia in grado di leggere la società e chi amministra non abbia interesse nel gestire e rispettare il bene pubblico.

La strada è lunga, a volte nebbiosa, e gli sforzi sono grandi, ma ciò che ci tiene ancora lì è la convinzione di essere sulla buona strada, portando avanti con forza questa esperienza che potrebbe essere adottata anche altrove con l’apertura di una Casa delle Donne in ogni municipio.

Cosa abbiamo fatto

Sette anni di occupazione hanno trasformato questa proprietà comunale abbandonata in un bene comune abitativo e sociale al femminile, dove vivono 12 donne e 5 bambini; uno spazio aperto di condivisione delle competenze per un lavoro senza padroni; un luogo di cultura, condivisione e partecipazione. Qui si è sviluppato la spazio “Consultiamoci”, attivo nel territorio sul tema della sessualità libera e consapevole, in collaborazione con “Freedom for Birth Roma Action Group” che da anni lavora sulla libera scelta rispetto a gravidanza e parto e da cui si è generato negli ultimi mesi il gruppo “Poliedro”, per contrastare gli stereotipi nella genitorialità e creare uno spazio di “socialità poliedrica”. Lucha y Siesta fa anche parte della rete cittadina femminista e queer “Io Decido”.

Negli anni, inoltre, lo spazio è divenuto un luogo di cultura, intrecciando linguaggi e pratiche nuove, nate dalla sinergia con tante/i e diverse/i. Le iniziative che hanno contribuito, con successo, a creare un’offerta culturale accessibile e orizzontale sul territorio sono numerosissime: dal Cineforum estivo, divenuto un appuntamento importante nel quartiere, fino all’ultimo esperimento di “Ritratti di donne che hanno fatto la storia”, per ritessere una genealogia che sentiamo nostra e valorizzare modelli femminili disseminati nel tempo e nello spazio. Così la diroccata sottostazione del tram anni ’20 ha avuto nuova vita consentendo a molte donne di fermarsi, prendere fiato, orientarsi e ritessere la propria vita. Tutto questo attraverso continui interventi di ristrutturazione e manutenzione che sono stati effettuati senza essere mai risolutivi (visti i costi di una ristrutturazione completa.

Abbiamo stimato che in 7 anni sono stati spesi circa 30.000 euro per la manutenzione della Casa a cui si aggiungono le ore di lavoro non pagato di tante e tanti che, solidali, hanno messo a disposizione la propria professionalità in un’ottica di mutuo-aiuto. Oggi il piano terra è composto da: segreteria, 5 stanze e i bagni; la cucina comune, la biblioteca autogestita e sala studio, inaugurate nel 2012 insieme all’ampliamento delle attività della sala polifunzionale. Nei due piani superiori, composti ognuno da un unico ambiente, sono state ricavate 4 stanze ed infine la “piccionaia”, ultimo baluardo dei nostri “storici nemici”, è diventata un laboratorio di pittura. Nell’altra ala della casa ci sono invece 4 stanze che affacciano sul grande terrazzo e un bagno. Gli ambienti esterni ospitano lo sportello di accoglienza, ascolto e antiviolenza; il laboratorio di ceramica e la sartoria di LyS Recycle.

Cosa vorremmo ancora fare

Oggi ci troviamo davanti a un grande ostacolo: da oltre un anno e mezzo l’ultimo piano è chiuso a causa di infiltrazioni dal tetto, due stanze e altri locali sono stati sottratti alla possibilità di essere vissuti. In una città in cui i luoghi di accoglienza per donne in difficoltà si contano sulle punte delle dita, la privazione anche solo di due stanze non è cosa da poco. La ristrutturazione del tetto, i cui costi si aggirano intorno ai 25/30.000 euro, consentirà l’ampliamento degli spazi da destinare a scopi abitativi.

Questa nostra nuova sfida parte l’8 maggio 2015 alle ore 19.00

dalla Casa delle donne Lucha y Siesta da qui, accompagnat* dalla sociologa urbana Irene Ranaldi, attraverseremo alcuni luoghi storici del quartiere, fino a raggiungere alle ore 20.00 il Csoa Spartaco (Via Selinunte 57, Roma) per la serata con

Giulia Ananìa in “Bella, Gabriella!”

una dedica emozionale alla grande Gabriella Ferri, alla sua Roma di ieri e di oggi

Musiche: Gabriella Ferri Arrangiamenti: Giulia Ananìa e Valerio Rodelli Testi: Gabriella Ferri, Pierpaolo Pasolini, Poeti der Trullo Con: Giulia Ananìa (voce, chitarra, synth), Valerio Rodelli (organetto), Stefania Placidi (chitarra classica – cori), Armando Serafini (batteria, percussioni), Felice Zaccheo (mandolino), Andrea Ruggiero (violino elettrico) Attori: Lilith Primavera, Michele Botrugno Video mapping: Insetto Stecco (Lorenzo Lupano)

…gli appuntamenti continueranno fino all’autunno…STAY TUNED!

Evento facebook della serata!

Ritratti di donne che hanno fatto la storia: rassegna di teatro, musica e immagini

Ritratti di donne che hanno fatto la storia

Nel corso della storia molte sono state le figure femminili di estrema importanza sia nell’ambito politico che culturale, verso le quali la cultura ufficiale non dedica il giusto approfondimento. Questa rassegna, che mescola le forme espressive del teatro, della musica e delle immagini, cerca di far rivivere questi modelli femminili facendo emergere il contributo che ogni singola protagonista ha dato al suo specifico ambito di espressione artistica. Alcune di loro sono conosciute ai più perché legate sentimentalmente a uomini di successo. La nostra rassegna scardina questa visione stereotipata, valorizzando e facendo emergere le qualità artistiche di ciascuna di esse: infatti ognuna di loro ha contribuito alla realizzazione di una cultura visiva e intellettuale prettamente femminile.

Rassegna a cura di Donatella Mei, Egilda Orrico, Maria Laura Franceschini.

Con la partecipazione di Francesca Cati

Domenica 25 Gennaio – 1 Marzo – 29 Marzo – 26 Aprile – 31 Maggio 2015

Via Lucio Sestio, 10 

Dalle ore 19.30 aperitivo a seguire iniziativa

Per info dettagliate sul programma delle serate visita la pagina facebook

25 Gennaio 2015: Dora Maar. Dora Maar è stata una fotografa, poetessa e pittrice francese di origine croata. Donna di rara bellezza, sensuale, distaccata, enigmatica, aderì al surrealismo e frequentò gli intellettuali più importanti di Parigi. Acuta, intelligente e politicamente impegnata, Dora ha lasciato un’ impronta profonda nella storia della fotografia.

1 Marzo 2015: 101 donne che hanno fatto grande Roma di Paola Staccioli. 101 ritratti di donne dalla Roma antica, al secondo dopoguerra, dal Medioevo al Rinascimento, dal Risorgimento alla Roma del boom economico ci racconta la storia di donne della grande Storia ma anche figure rimaste fuori dalla ribalta della notorietà, impegnate nella politica o nel sociale, artiste, letterate, attrici, cortigiane.

29 Marzo 2015: Tina Modotti. Emigrante, operaia, attrice, fotografa nel Messico degli anni venti, antifascista militante nel movimento internazionale, perseguitata ed esule politica. Fu “fotografa e combattente”. La fotografia per lei è stato un mezzo per riprendere la vita reale della gente del popolo.

26 Aprile 2015: Alba de Cespedes. Scrittrice, poetessa e partigiana italiana, autrice anche di testi per il cinema e il teatro. Ha scritto romanzi e poesie e si è occupata della stesura di copioni di programmi per la radio e la televisione. “Clorinda” è stato il suo pseudonimo radiofonico, e il suo nome di battaglia da partigiana.

31 Maggio 2015: Camille Claudell. Scultrice e graphic designer francese. Molte delle sue opere sono esposte al Museo Rodin di Parigi, in una sala a lei dedicata accanto ad alcune sculture di Rodin che lei ha ispirato. Su di lei sono stati girati due film: il primo nel 1988 di Bruno Nuytten, il secondo nel 2013 di Bruno Dumont.

10854472_1555576304720786_6776282211794125984_oRassegna a cura di Donatella Mei; Egilda Orrico; Maria Laura Franceschini.

✦✦ Giulia Ananìa in “Bella, Gabriella!” @ sostegno della campagna di ristrutturazione del tetto della Casa delle donne Lucha y Siesta ✦✦

bellagabriella-def-web

✦✦ Venerdì 8 Maggio 2015 ✦✦
✦✦ ore 20.00 ✦✦
✦✦ al Csoa Spartaco ✦✦

✦✦✦✦ Giulia Ananìa in BELLA, GABRIELLA ✦✦✦✦

serata a sostegno della campagna di ristrutturazione del tetto

della Casa delle donne Lucha y Siesta 

✦ Una dedica emozionale alla grande Gabriella Ferri, alla sua Roma di ieri e di oggi ✦

✦ Per sostenere la campagna di ricostruzione del tetto di Lucha y Siesta una serata ad alto tasso emozionale e di condivisione con il pubblico e con ospiti che verranno a “trovare” lo spettacolo e a inserirsi nelle canzoni.. il tutto in una magica scenografia sospesa tra la Roma di ieri e di oggi con le visual a cura del video artista Insetto Stecco (Lorenzo Lupano) ✦

✦ Prima del concerto un happening dedicato alla cucina romanesca: la cucina del csoa Spartaco offrirà un menù romano mentre l’ensamble di “Bella, Gabriella” sonorizzerà letture di antiche ricette romanesche.. ✦

✦ Musiche: Gabriella Ferri Arrangiamenti: Giulia Ananìa e Valerio Rodelli Testi: Gabriella Ferri, Pierpaolo Pasolini, Poeti der Trullo ✦

✦ Con: Giulia Ananìa (voce, chitarra, synth), Valerio Rodelli (organetto), Stefania Placidi (chitarra classica – cori), Armando Serafini (batteria, percussioni), Felice Zaccheo (mandolino), Andrea Ruggiero (violino elettrico) Attori: Lilith Primavera, Michele Botrugno Video mapping: Insetto Stecco (Lorenzo Lupano) Artwork: Onze ✦

✦ Ingresso 5 euro ✦

✦ Csoa Spartaco, Via Selinunte, 57 (Roma) ✦

“Bella, Gabriella!” è lo spettacolo dedicato alla grande Gabriella Ferri. Un progetto nato dall’amore smisurato per l’artista romana di Giulia Ananìa (cantautrice e poetessa) e Valerio Rodelli (organettista e compositore) con un ensamble d’eccezione : Armando Serafini alla batteria, Andrea Ruggiero al violino, Stefania Placidi alla chitarra classica, Felice Zaccheo al mandolino.

Le canzoni di Gabriella Ferri che raccontano una Roma spontanea, ingenua, poetica e ribelle si uniscono ai racconti della Roma metropolitana di oggi, ancora compagnona e istrionica ma nostalgica di quell’autenticità che sembra talvolta sparire sopraffatta dai conflitti sociali, dall’alienazione e dalla solitudine che si respirano nella città moderna.

Storie di ieri e di oggi, dove l’amore incontra il coltello, il carcere, l’ingiustizia, il divertimento, la poesia dell’arrangiarsi. Un parallelo coinvolgente tra musica, street poetry e teatro; tra le canzoni della grande Ferri, i suoi testi, le poesie per lei scritte da Pasolini e dai grandi poeti del suo tempo e la poesia raccontata e vissuta ai giorni d’oggi dai Poeti der Trullo e dai poeti dei nostri giorni .

Ad accompagnare il concerto le letture a cura di due straordinari giovani attori romani che, nell’alternarsi delle canzoni, si faranno interpreti delle poesie e testi che interpretano la Roma di ieri e di oggi: Lilith Primavera e Michele Botrugno.

A due anni dalla nascita del progetto Bella, Gabriella! conta piu di 50 concerti in Italia e due tour in Francia e Belgio. Tante le collaborazioni con attori, cantanti e realtà artistiche tra le più importanti e interessanti nel panorama italiano, come ad esempio: Giorgio Tirabassi, Lucilla Galeazzi, Zerocalcare, Poeti Der Trullo, Carlo De Ruggiero, Edoardo Pesce. Bella, Gabriella! ha continuato sempre a suonare per sostenere spazi occupati dove venisse portata avanti una cultura “altra”, luoghi fondamentali per la nostra città.. che la nostra amata Gabriella avrebbe senz’altro sostenuto.

evento facebook

Il Poliedro – Spazio per mille famiglie: gli appuntamenti di Aprile!

Freedom for Birth RomeActionGroup e Lucha y Siesta

hanno il piacere di invitarvi ai prossimi appuntamenti di APRILE di

Il POLIEDRO
SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE

Il POLIEDRO-SPAZIO PER MILLE FAMIGLIE nasce all’interno del progetto “CONSULTIAMOCI” sportello di informazioni e orientamento ostetrico-legale- psicologico, ad opera di un gruppo di donne, madri e non, professioniste (psicoterapeute, avvocate, ostetriche) e operatrici sociali che si occupano di diritti, salute e benessere della donna.

Il desiderio e l’intenzione primaria sono di costruire uno spazio di incontro, confronto e scambio tra le famiglie, di qualsiasi tipo, che vivono nel nostro quartiere. Ma anche oltre i confini del quartiere Tuscolano.

Non solo le mamme quindi. Troppo spesso ed eccessivamente sovraccaricate dall’idea che ancora oggi la genitorialità sia solo o soprattutto una questione di mamme. Spazio per mille Famiglie vuole rompere questo stereotipo, promuovendo e valorizzando una cultura della genitorialità che coinvolga entrambi i sessi e i generi nella relazione affettivo-educativa con i figli e le figlie.

Non solo un tipo di famiglia. Perché nella realtà non ne esiste solo un tipo ma tanti, tantissimi tipi: famiglie unite, separate, allargate, uniparentali, etero e omogenitoriali, multietniche e multiculturali, miste (valori, cultura e religioni differenti). Spazio per mille Famiglie vuole essere un luogo di accoglienza e rispetto per ogni nucleo familiare che vorrà viverlo e parteciparvi, in netto contrasto con posizioni pregiudizievoli e discriminatorie. Il progetto Spazio per mille Famiglie si propone di promuovere una cultura della genitorialità, non stereotipata o idealizzata, che metta al centro autenticità e buona qualità della relazione affettiva, riconoscimento dell’altro e rispetto delle sue differenze.

Il POLIEDRO-SPAZIO per mille FAMIGLIE è un luogo in cui potersi conoscere, condividere esperienze e idee, in cui esprimere bisogni e desideri, dubbi e timori con altri, che vivono una quotidianità simile, alle prese con figli, lavoro, organizzazione familiare, difficoltà a prendersi momenti per sé…

Uno stimolo alla socializzazione e a costruire occasioni di piacere, divertimento, ozio creativo e attività ricreative o di relax.

Un tempo in cui attivare riflessioni e approfondimenti su tematiche legate alla prima e alla seconda infanzia, alla relazione affettiva ed educativa e tanto altro, attraverso la partecipazione a semplici merende, a cineforum, teatro, letture e seminari informativi e formativi con professionisti del settore.

In questa fase iniziale il POLIEDRO-SPAZIO per MILLE FAMIGLIE è attivo due giorni al mese: martedì e domenica.
Il martedì pomeriggio è dedicato ad attività informative/formative per adulti (prevedendo per i/le bambini/e contemporanee attività creative e/o di lettura) che spaziano dai temi legati alla genitorialità, alla salute e al benessere psicofisico dei bambini e delle bambine, al riuso/riciclo, decrescita, consumo critico.
La domenica è dedicata ad attività ludiche/culturali per i piccoli e le piccole per cui si alterneranno spettacoli di teatro, film animati e letture senza stereotipi.

APPUNTAMENTI APRILE:

Martedì 14 Aprile alle ore 17.15

– “Cose inutili durante l’infanzia: incontro informativo/pratico per coppie in attesa e neogenitori sui bisogni dei bambin* 0-12 mesi, il riuso/riciclo, consumo critico, consapevole e sostenibile” a cura di Agnese Pietroselli;

– Riciclo creativo per bambin* 3-6 anni: il mondo che ci circonda, così pieno di cose, è ricco di grandi tesori, scopriamoli assieme per costruire e realizzare giochi e desideri! A cura di Claudia Bernabucci.

Domenica 19 aprile 0re 14.30
– Laboratorio di pittura con colori naturali e giardinaggio per bambin* 3-7 anni. A cura di Katia Rachella e Claudia Bernabucci

Martedì 21 Aprile ore 10.00-12.30
– “Manovre di disostruzione pediatriche delle vie aree”. Il corso teorico-pratico è tenuto dall’ Associazione Salvamento Accademy. La partecipazione è gratuita ed è necessario prenotarsi inviando un’email a consultiamoci-poliedro@autistici.org

Nella giornata di domenica ci sarà anche il mercatino dell’artigianato di Lucha y Siesta.
Il pranzo ai bambin* sarà offerto (pasta al pomodoro) mentre gli adulti potranno acquistare in loco gli ottimi manicaretti preparati dalle signore della Casa delle Donne.

VENITECI A TROVARE!
Si consiglia di prenotare, indicando la presenza di bambini e l’età, ai seguenti indirizzi email: freedomforbirth.rag@gmail.com o segreterialys@gmail.com
Presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta
via Lucio Sestio n. 10, Roma.

Le iniziative culturali per bambine e bambini (letture e teatro) sono organizzate a titolo volontario e sono sostenute e rese possibili dalla vostra partecipazione e dai vostri contributi liberi e consapevoli ad artisti/e, a professionisti/e e operatori/e che terranno gli incontri!

Lo Sportello di Ascolto “Consultiamoci” è attivo tutti ii martedì su appuntamento.

Per info e/o appuntamenti:
freedomforbirth.rag@gmail.com / segreterialys@gmail.com

Poliedro-blu-web

Lucha y Siesta, la Casa delle donne nel cuore del Quadraro

Articolo tratto da LaStampa.it – Voci di Roma 

Da sette anni un collettivo ha occupato un vecchio stabile anni ’20 di proprietà dell’Atac per ospitare le persone in difficoltà e combattere la violenza di genere. Ora ospita 15 donne e 4 minori

LUDOVICA LIUNI

A Roma ci sono moltissimi spazi inutilizzati. Alcuni se ne restano lì, abbandonati per anni, a causa delle solite lungaggini burocratiche. Ad altri, invece, è concessa la possibilità di ospitare qualcuno e di vivere una nuova stagione. Un giorno di sette anni fa un collettivo di donne ha deciso di occupare un vecchio stabile di proprietà dell’Atac abbandonato da più di un decennio nella zona del Quadraro. È nata così l’esperienza della comunità Lucha y Siesta, dove in questi anni molte donne hanno avuto la possibilità di cominciare una nuova vita, seguite passo dopo passo nel loro percorso di rinascita.

“Siamo entrate in questo stabile con un gruppo di persone già pronte ad abitarci”, racconta Michela, una delle responsabili del centro. Erano donne che avevano alle spalle un passato difficile: problemi economici, divorzi difficili, storie di violenze. “Volevamo allargare l’esperienza della Casa internazionale delle Donne di via della Lungara”, spiega. Così, si sono rimboccate le maniche e hanno organizzato una struttura che ha fatto del sostegno il suo punto di forza. Dallo sportello di primo ascolto e accoglienza fino ai corsi di italiano per le donne che sono arrivate in Italia per sfuggire alle difficoltà dei loro paesi di appartenenza.

Al momento il centro ospita quindici donne e quattro minori: “Non mettiamo mai un limite alla permanenza all’interno dello stabile, perché vogliamo che queste donne abbiano il tempo per voltare pagina e ricominciare una nuova vita”, ricorda Michela. Spesso, infatti, i centri d’accoglienza e le case famiglia permettono un soggiorno di soli sei mesi: “Troppo pochi per permettere a chiunque di ricostruirsi un tessuto sociale”, ammette Michela. Il tempo, in questo caso, non è una variabile importante: “Tutte le nostre ospiti vengono seguite attraverso dei colloqui personalicon le operatrici – aggiunge -, questo permette di delineare un progetto compatibile con le loro esigenze”. D’altronde ognuna di loro ha una storia diversa e dei bisogni da soddisfare.

Ma nel periodo di permanenza all’interno della Casa delle Donne Lucha y Siesta non si resta di certo con le mani in mano. Subito dopo l’apertura della comunità le operatrici hanno dato il via alle attività, alcune fisse, altre periodiche. Tra quelle stabili spicca la sartoria, che comprende anche corsi di riuso e di riciclo dei materiali. Poi la terza domenica del mese c’è il mercatino, uno spazio coloratissimo in cui è possibile esporre creazioni fate a mano e con materiali di recupero. Nel periodo estivo, invece, le ospiti organizzano il cineforum, senza alcun costo d’entrata. “E’ un progetto a cui teniamo molto – racconta Michela –, perché ci permette di aprire lo spazio a tutto il quartiere”.

D’altronde questo vecchio stabile degli anni ‘20 è un patrimonio della città: “Spesso alcuni anziani ci raccontano che venivano qui a giocare da bambini e che finalmente possono tornarci”, spiega. Dopo una prima fase di assestamento, oggi il rapporto con il quartiere si è finalmente consolidato: “All’inizio c’era la solita preoccupazione e tutti si chiedevano: perché hanno occupato?”, ricorda Michela. Poi nel corso degli anni è arrivata una grossa spinta solidale: “C’è chi porta il tavolo che non serve più, chi ci aiuta con la sartoria o il cineforum. – spiega -. Ci siamo impegnate per avere un rapporto trasversale con la cittadinanza”. L’obiettivo di Lucha y Siesta, infatti, non è solo mirato alla popolazione femminile: “Capitano a tutti delle fasi difficili nel corso della vita – ammette -, e qui da noi possono essere affrontate grazie al sostegno dell’intera comunità”.

Il futuro, però, è tutto da costruire: “Per noi sarebbe fondamentale essere riconosciute come associazione e ottenere finalmente l’assegnazione di questo spazio”. D’altronde il lavoro di Lucha y Siesta viene svolto alla luce del sole e a stretto contatto con l’attività pubblica: “Svolgiamo un servizio che si affianca a quello istituzionale – spiega Michela -, da noi arrivano donne mandate dai servizi sociali del Comune”.
Da sette anni, però, questa comunità al femminile non riceve alcun tipo di finanziamento pubblico: “Il nostro sogno è aprire degli spazi riconosciuti in ogni municipio che diano sostegno alle persone in difficoltà”, ammette. Poi ricorda: “In questi anni i nostri sportelli hanno accolto moltissime donne: dove sarebbero andate altrimenti?”. Un interrogativo che ancora non ha trovato risposta.