IL PROBLEMA È LA CULTURA DELLO STUPRO

“C’è un nesso fra cultura dello stupro e libera cittadinanza, perché chi ne è vittima non ha diritto di parola e di pensiero. È evidente che il problema non è Beppe Grillo, né lo Zoo di 105: il problema è la cultura dello stupro”.

Così la Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’ di Roma interviene nel dibattito scatenato ieri dalle parole di Beppe Grillo in difesa del figlio indagato per stupro di gruppo e dai ‘rape joke’ andati in onda durante la trasmissione radiofonica ‘Lo Zoo di 105’, denunciati da Jennifer Guerra.

“Lo stupro è un atto violento, lontano da desiderio e passione- aggiungono le attiviste-. Si stuprano le donne in guerra per colpire il nemico, si stupra come tortura nei centri di detenzione in Libia, si stupra nei nostri parchi attaccando alle spalle una ragazza che corre. Si stupra in casa e si stupra in famiglia per colpire il corpo per annientare consenso e volontà, fino a perdere la coscienza. Lo sappiamo grazie ai racconti delle donne e delle ragazze che si rivolgono al centro antiviolenza e faticano ancora a raccontare dopo anni. A tutte quelle che oggi ancora non trovano le parole diciamo che è sempre possibile raccontare e rivendicare la parola sottratta, la volontà taciuta, per tornare ad essere mente e volontà e riconquistare la cittadinanza perduta”.

“Noi ci siamo per ricostruire spazio di parola e restituirci l’un l’altra i diritti sottratti e le risorse che ci sono state tolte- conclude ‘Lucha y Siesta’-. Noi ci siamo per dare forma pubblica alla parola comune che mette al centro della democrazia i corpi e le storie contro il patriarcato sguaiato e scomposto”.

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