Centri antiviolenza, ecco come le operatrici affrontano i casi difficili

Articolo di Sara Pero

Foto di Sara Cervelli

 

Quest’anno il premio in ricordo della psicoterapeuta Francesca Molfino è andato a un progetto di supervisione psicoanalitica, uno strumento di supporto essenziale per chi si prende cura di donne maltrattate

SONO storie di donne maltrattate, vittime di violenza domestica e non solo. In questo contesto si inserisce il lavoro di ascolto e accoglienza, svolto dalle operatrici nei centri antiviolenza, che sebbene appassionante, è ovviamente impegnativo. E’ quello che succede ad esempio a “Lucha y Siesta”, un centro di accoglienza abitativa e sociale romano rivolto al mondo femminile, premiato quest’anno con un contributo speciale: quello in ricordo di Francesca Molfino, una psicoterapeuta, saggista e attivista del Movimento femminista, venuta a mancare nel 2013, assegnato dalla sorella Alessandra Mottola Molfino.

• IL CONTRIBUTO IN RICORDO DI FRANCESCA MOLFINO
Il progetto, presentato dal Centro antiviolenza e Casa delle donne “Lucha y Siesta” di Roma, e premiato con un contributo di 5mila euro, riguarda “la supervisione psicoanalitica di gruppo rivolta alle operatrici, uno strumento fondamentale e indispensabile nel lavoro d’équipe: ogni quindici giorni, infatti – spiega Rachele Damiani, operatrice e presidente dell’Associazione Casa delle donne Lucha y Siesta di Roma – ci riuniamo per discutere e confrontarci sui casi e le difficoltà che incontriamo nel nostro lavoro, portandoli all’attenzione di tutte le colleghe e della psicoanalista che coordina gli incontri. Grazie all’approccio psicoanalitico di gruppo, che fa leva anche sui concetti di transfert e controtransfert, affrontiamo i nostri stessi vissuti nel centro, frutto della relazione con le donne in difficoltà che accogliamo, discutendo insieme sulle strategie da mettere in campo”.

Il contributo ricevuto quest’anno in ricordo di Francesca Molfino sarà destinato al progetto di supervisione psicoanalitica, “che portiamo avanti già da 5-6 anni a titolo volontario, poiché fino ad ora non avevamo fondi. Da qualche anno però – continua Damiani – abbiamo maturato anche il desiderio di mettere per iscritto le nostre riflessioni sull’utilità di un lavoro a impronta psicoanalitica all’interno di un centro antiviolenza e l’elaborazione su pratiche e metodologie che in questi anni abbiamo sperimentato”.

Per questo, una parte del contributo verrà impiegato per pubblicare questo lavoro, che spiega il metodo che le operatrici hanno utilizzato nella Casa delle donne: “Si tratta di un quaderno metodologico, sintetico e agevole, rivolto alle operatrici antiviolenza e che vuole far riflettere su come concretizzare uno sportello antiviolenza, sull’importanza del lavoro d’équipe e della supervisione psicoanalitica. Nel nostro caso – aggiunge Damiani – tutto questo ci ha permesso di crescere molto: abbiamo uno sportello attivo cinque giorni su sette, una casa che accoglie 14 donne e una semiautonoma con tre posti. Per scelta abbiamo deciso di accogliere non solo donne vittime di violenza domestica, ma anche donne in altre condizioni di difficoltà”.

• LUCHA Y SIESTA, UN PROGETTO DINAMICO
Nata nel 2007 in seguito a un femminicidio, la struttura in questo decennio ha dato casa a 140 donne e oltre mille sono state quelle orientate ai servizi, alla tutela legale e all’accompagnamento psicologico attraverso lo sportello autogestito e il consultorio psicologico. Si tratta di un’autorganizzazione delle donne, fin da subito divenuto un punto di riferimento culturale per il Municipio VIII (Tuscolano-Cinecittà), riuscendo a costruire un rapporto solido e vivace con il quartiere. Un luogo, dunque, che lavora al fianco dei servizi sociali, dei centri antiviolenza, degli sportelli per il disagio sociale e delle associazioni delle donne, che pone come principi portanti quelli della condivisione e della solidarietà.

Fonte: Repubblica
Annunci

I commenti sono chiusi.

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: