PERCHÈ CI SAREMO IL 26/27 NOVEMBRE. L’OPPORTUNITÀ DI NON TORNARE INDIETRO

In questi anni, mentre altri e altre riempivano la scena pubblica di contenuti degni di un’epoca da dimenticare, noi gruppi, collettivi, cooperative, case delle donne ci impegnavamo per la difesa dei diritti messi in pericolo dalla crisi e dall’impoverimento sociale e culturale, per la difesa della libertà di scelta e di decisione, guadagnando con le pratiche radicali e dal basso lo spazio che permetterà a tante e tanti di esserci nel weekend del 26/27 per dire insieme e unite “NON UNA DI MENO”.

Noi ci siamo e ci saremo, siamo una casa delle donne autogestita dal 2008, costruita con le mani di chi la vive e di chi la attraversa; luogo di accoglienza, ascolto, orientamento la Casa contribuisce a costruire nuove opportunità perché vogliamo cogliere le occasioni a partire dal sapere, dalle capacità e dai desideri delle donne. Le opportunità di cui parliamo sono fuori dal mercato non si comprano, non si contrattano e la loro matrice non è esclusiva e non si esaurisce ma è circolare perché è a portata di tutte e di tutti. Per questo oggi Lucha ha un valore inestimabile e non reversibile, il segno ormai è tracciato e vuole inserirsi in un processo di nuova significazione pubblica sulle molteplici questioni che consideriamo violenza di genere. 

Guardiamo al 26/27 come ad un’opportunità per ampliare gli orizzonti, far crescere la rete e tessere insieme la visione comune che intendiamo arricchire e tutelare. 

Ci saremo non solo per rivendicare quello che ci hanno già tolto ma per proporre le nuove forme di contrasto alla violenza maschile sulle donne. 

Ci saremo non solo per denunciare quello che abbiamo già urlato ma per costruirenuove sorellanze. 

Ci saremo non per bisogno ma per non perdere un’opportunità.

Dal 28 in poi quello spazio deve crescere e diventare comune con la valorizzare dei percorsi specifici intrapresi e la ricerca di obiettivi condivisi per armonizzare il passo affinché nessuno e nessuna rimanga indietro. 

Per questo è necessario non delegare ed esserci, per rimettere al centro la prevenzione delle molte forme di violenza contro le donne a partire dalla lotta al sessismo e al machismo attraverso l’educazione all’affettività nelle scuole, nelle case, nei luoghi di lavoro e di studio, rimettiamo al centro la valorizzazione delle capacità personali nei percorsi di uscita dalla violenza, costruiamo la nuova libertà delle donne e apriamo spazi comuni di dibattito nei consultori, nelle case delle donne, nelle associazioni e nei luoghi pubblici e privati di crescita e di elaborazione. 

È necessario non delegare ed esserci perché ci è data l’opportunità di non tornare più indietro.