Un tetto sulla testa – ovvero sul perché di una campagna di finanziamento per ristrutturare la Casa delle donne Lucha y Siesta

Un tetto sulla testa

Ovvero sul perché di una campagna di finanziamento per ristrutturare la Casa delle donne Lucha y Siesta

L’attaccamento a un luogo risiede nell’intensità dei rapporti e delle storie che vi si sviluppano e si dimostra anche con la cura della sua materialità. Benché il nostro legame a esso sia incerto e precario, più quel luogo  viene migliorato più sentiamo di lavorare bene perché lo adattiamo alle vicende mutevoli dei nostri bisogni e desideri. È per questo che oggi vogliamo investire su queste mura.

Chi siamo

La Casa delle Donne Lucha y Siesta ha scelto l’ottica comunitaria e l’organizzazione autogestita come strumento per combattere i fenomeni sociali, economici e politici che minacciano lo sviluppo di progetti di vita autonomi, consapevoli e degni. La regolazione delle principali attività sociali secondo stereotipi di genere, le disparità nel trattamento salariale e contrattuale sul lavoro, l’approccio sociale assistenzialista nei confronti delle donne, la violenza di genere in ogni sua forma, l’accettazione dell’esistenza di rapporti di subordinazione basati sul genere sono solo alcuni dei nostri nemici. Crediamo che quella intrapresa dalle tante donne e compagne che hanno attraversato questa esperienza sia una battaglia civile e politica affinché nessuno paghi il prezzo sociale dell’esclusione e del fallimento. Non si tratta di volontariato, come spesso ci sentiamo dire, ma di costruire il mondo giusto, solidale e migliore che vogliamo, cambiando quello che non va.

La nostra pratica passa attraverso un progetto di autonomia personale costruito secondo le forme del neomutualismo. Segue un percorso comunitario per la tessitura di nuove relazioni in uno spazio “legittimamente valorizzato” e non “abusivamente occupato”. Alimenta una visione politica di nuova significazione e condivisione di vissuti che punta, in primis, a ricondurre la questione dei generi e delle differenze nei territori perché crediamo che, troppo spesso, chi governa non sia in grado di leggere la società e chi amministra non abbia interesse nel gestire e rispettare il bene pubblico.

La strada è lunga, a volte nebbiosa, e gli sforzi sono grandi, ma ciò che ci tiene ancora lì è la convinzione di essere sulla buona strada, portando avanti con forza questa esperienza che potrebbe essere adottata anche altrove con l’apertura di una Casa delle Donne in ogni municipio.

Cosa abbiamo fatto

Sette anni di occupazione hanno trasformato questa proprietà comunale abbandonata in un bene comune abitativo e sociale al femminile, dove vivono 12 donne e 5 bambini; uno spazio aperto di condivisione delle competenze per un lavoro senza padroni; un luogo di cultura, condivisione e partecipazione. Qui si è sviluppato la spazio “Consultiamoci”, attivo nel territorio sul tema della sessualità libera e consapevole, in collaborazione con “Freedom for Birth Roma Action Group” che da anni lavora sulla libera scelta rispetto a gravidanza e parto e da cui si è generato negli ultimi mesi il gruppo “Poliedro”, per contrastare gli stereotipi nella genitorialità e creare uno spazio di “socialità poliedrica”. Lucha y Siesta fa anche parte della rete cittadina femminista e queer “Io Decido”.

Negli anni, inoltre, lo spazio è divenuto un luogo di cultura, intrecciando linguaggi e pratiche nuove, nate dalla sinergia con tante/i e diverse/i. Le iniziative che hanno contribuito, con successo, a creare un’offerta culturale accessibile e orizzontale sul territorio sono numerosissime: dal Cineforum estivo, divenuto un appuntamento importante nel quartiere, fino all’ultimo esperimento di “Ritratti di donne che hanno fatto la storia”, per ritessere una genealogia che sentiamo nostra e valorizzare modelli femminili disseminati nel tempo e nello spazio. Così la diroccata sottostazione del tram anni ’20 ha avuto nuova vita consentendo a molte donne di fermarsi, prendere fiato, orientarsi e ritessere la propria vita. Tutto questo attraverso continui interventi di ristrutturazione e manutenzione che sono stati effettuati senza essere mai risolutivi (visti i costi di una ristrutturazione completa.

Abbiamo stimato che in 7 anni sono stati spesi circa 30.000 euro per la manutenzione della Casa a cui si aggiungono le ore di lavoro non pagato di tante e tanti che, solidali, hanno messo a disposizione la propria professionalità in un’ottica di mutuo-aiuto. Oggi il piano terra è composto da: segreteria, 5 stanze e i bagni; la cucina comune, la biblioteca autogestita e sala studio, inaugurate nel 2012 insieme all’ampliamento delle attività della sala polifunzionale. Nei due piani superiori, composti ognuno da un unico ambiente, sono state ricavate 4 stanze ed infine la “piccionaia”, ultimo baluardo dei nostri “storici nemici”, è diventata un laboratorio di pittura. Nell’altra ala della casa ci sono invece 4 stanze che affacciano sul grande terrazzo e un bagno. Gli ambienti esterni ospitano lo sportello di accoglienza, ascolto e antiviolenza; il laboratorio di ceramica e la sartoria di LyS Recycle.

Cosa vorremmo ancora fare

Oggi ci troviamo davanti a un grande ostacolo: da oltre un anno e mezzo l’ultimo piano è chiuso a causa di infiltrazioni dal tetto, due stanze e altri locali sono stati sottratti alla possibilità di essere vissuti. In una città in cui i luoghi di accoglienza per donne in difficoltà si contano sulle punte delle dita, la privazione anche solo di due stanze non è cosa da poco. La ristrutturazione del tetto, i cui costi si aggirano intorno ai 25/30.000 euro, consentirà l’ampliamento degli spazi da destinare a scopi abitativi.

Questa nostra nuova sfida parte l’8 maggio 2015 alle ore 19.00

dalla Casa delle donne Lucha y Siesta da qui, accompagnat* dalla sociologa urbana Irene Ranaldi, attraverseremo alcuni luoghi storici del quartiere, fino a raggiungere alle ore 20.00 il Csoa Spartaco (Via Selinunte 57, Roma) per la serata con

Giulia Ananìa in “Bella, Gabriella!”

una dedica emozionale alla grande Gabriella Ferri, alla sua Roma di ieri e di oggi

Musiche: Gabriella Ferri Arrangiamenti: Giulia Ananìa e Valerio Rodelli Testi: Gabriella Ferri, Pierpaolo Pasolini, Poeti der Trullo Con: Giulia Ananìa (voce, chitarra, synth), Valerio Rodelli (organetto), Stefania Placidi (chitarra classica – cori), Armando Serafini (batteria, percussioni), Felice Zaccheo (mandolino), Andrea Ruggiero (violino elettrico) Attori: Lilith Primavera, Michele Botrugno Video mapping: Insetto Stecco (Lorenzo Lupano)

…gli appuntamenti continueranno fino all’autunno…STAY TUNED!

Evento facebook della serata!