L’8 Marzo parlano i nostri corpi – FLASH MOB PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

volantino 8 marzo

INSIEME AI LAVORATORI DEGLI OSPEDALI IN MOBILITAZIONE di ROMA

Coordinamento per la Salute

Corpi ingovernabili, diritti inalienabili: 
SALUTE, WELFARE, LIBERTA’ DI SCELTA.

Siamo precari*, student*, migranti, disoccupat*. Siamo i corpi che subiscono la crisi.

Le misure di austerità legittimate dalla crisi mettono sotto attacco lo stato sociale e puntano a smantellare il sistema sanitario nazionale.

Interi reparti e ospedali chiudono o rischiano la dismissione. La politica dei tagli indiscriminati, anziché ridurre gli sprechi, impoverisce i servizi. Le esternalizzazioni condannano quote sempre più consistenti di operatori sanitari al ricatto della precarietà e a salari da fame, mentre la gestione degli ospedali passa dalle mani del pubblico a quelle del privato cattolico. La sanità diventa sempre più inadeguata e costosa per un corpo sociale profondamente mutato nelle condizioni di vita, economiche e sociali.

Reclamiamo la possibilità di riaprire uno scambio virtuoso tra utenti e strutture sanitarie che possa rompere le mura dell’ospedale o del consultorio per rispondere alle reali necessità della società. Vogliamo ribaltare il rapporto che vede la medicalizzazione imposta come unica risposta possibile.

Siamo donne, uomini, transgender. Siamo etero, gay, lesbiche. Siamo queer. Per questo scegliamo l’8 marzo per difendere la sanità pubblica e immaginarne una diversa.

Facciamo fronte ogni giorno a diktat moralistici e ideologici che negano legittimità alle nostre scelte e alla nostra vita.
Vogliamo l’attuazione di serie politiche di prevenzione: le strategie di contrasto delle malattie sessualmente trasmissibili e in particolare dell’HIV devono basarsi sull’educazione ad una sessualità libera e consapevole, a partire dalla coscienza che non esistono soggetti a rischio, ma solo comportamenti a rischio, integrando i servizi di assistenza primaria a quelli ospedalieri fino ad includere i servizi sociali e i servizi autogestiti.
Vogliamo servizi di assistenza e cura laici, che tutelino e promuovano l’autodeterminazione di ciascuna e di ciascuno.
Per questo lottiamo per difendere e riqualificare i consultori, presidi territoriali indispensabili, sempre più definanziati e a rischio continuo di riduzione di personale, accorpamenti e chiusure.
Denunciamo il dilagare dell’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche, vero e proprio abuso agito dai medici ginecologi, e ora anche dai farmacisti, contro le donne. Chiediamo che la pillola del giorno dopo diventi farmaco da banco. Chiediamo l’eliminazione dell’obbligo di ospedalizzazione per la RU486.
Infine, è fondamentale tenere insieme la salute fisica e la salute mentale: i dati recentissimi sull’abuso degli psicofarmaci – prescritti anche da parte dei medici di base – e il ricorso scellerato al TSO, delineano uno scenario sociale frammentato e inquietante, un uso dei farmaci come contenimento del malessere sociale diffuso, su cui è necessario intervenire per riaffermare il carattere sociale della salute.

Per un 8 marzo in connessione con le tante lotte territoriali che si muovono nella metropoli, consapevoli che solo riconoscendosi negli altri è possibile autodeterminarsi, e in sinergia con le tante mobilitazioni che accadranno in quei giorni in Europa. L’Austerity colpisce tutt* e solo insieme possiamo creare uno spazio europeo di democrazia.


VENERDI’ 8 MARZO ORE 10.30

APPUNTAMENTO DAVANTI ALL’EX-OSPEDALE SAN GIACOMO