Roma – Attiviste di Femen si spogliano in Piazza San Pietro

tratto da GlobalProject.info

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Fuori programma questa mattina in Piazza San Pietro. Quattro attiviste del gruppo ucraino Femen hanno fatto un blitz in topless durante l’intervento del papa Benedetto XVI. Si erano disegnate sul corpo frasi come “We trust in gay”, noi crediamo nei gay e “shut up”, stai zitto riferito al pontefice in particolare per le dichiarazioni contro gli omosessuali come le ultime di dicembre ovveri “i matrimoni omosessuali sono una ferita alla giustizia e alla pace”. àI poliziotti sono intervenuti immediatamente per portarle via. Tra le 4 fermate anche quella che viene definita la leader del movimento Inna Shevchenko. Alcune fonti giornalistiche dicono che alla protesta hanno partecipato anche alcune attiviste francesi per protestare contro la manifestazione di oggi a Parigi contro i matrimoni gay.

Il gruppo Femen aveva fatto uno delle sue ultime azioni a fine ottobre in Ucraina davanti alla sede del parlamento ed altre azioni in solidarietà con le Pussy Riot in estate oltre all’azione nel centro di Kiev durante li europei di calcio.

Il gruppo aveva già fatto un’azione in Piazza San Pietro circa un’anno fa: allora alcune di loro erano state bloccate ed una era riuscita ad entrare in piazza e togliersi la maglietta prima di essere allontanata. Sempre due anni fa avevano manifestatato davanti Palazzo Grazioli contro Berlusconi “perchè non rispetta le donne”.

Il gruppo Femen è nato in Ucraina intorno al 2008 e si è fatto conoscere per una serie di inizitiative in topless contro il turismo sessuale, il sessismo e le discriminazioni sociali. Tra gli obiettivi quello di “aumentare le capacità morali ed intellettuali delle giovani donne ucraine per opporsi al sessismo nel paese ed al turismo sessuale”. La scelta di usare il corpo per manifestare nasce dalla determinazione a rompere il silenzio per creare un “femminismo rivoluzionario”. In alcune interviste le attiviste hanno dichiarato: “Se manifestassimo con dei cartelli nessuno ci darebbe retta, le persone possano vedere che non abbiamo armi eccetto i nostri corpi”. Ed ancora spiegano le loro azioni dicendo “in un mondo che appartiene agli uomini”, è l’unico per “provocarli e catturare l’attenzione di tutti”.

Le varie azioni che hanno fatto ovviamente non sono passate inosservate: alcune attiviste sono ricercate e in Ucraina hanno numerosi procedimenti penali, con accuse come vilipendio dei simboli dello Stato e vandalismo. Le denunce del gruppo riguardano anche le tante false promesse che vengono fatte alle donne che emigrano e poi si trovano coinvolte nel mercato della prostituzione oltre ad avere al centro la lotta contro il sessismo ed il maschilismo nel paese.

Il gruppo ha appoggi e sedi anche all’estero in particolare a Parigi, dove lo scorso novembre ha portato avanti una azione di contestazione ad una manifestazione cattolica contro i matrimoni gay.

Nel sito femen.org si legge:

Sextremist Femen hanno contestato domenica il Papa in Vaticano. Si sono spogliate in Piazza San Pietro per urlare “Stai zitto al Papa”. Femen ha chiuso la bocca del Papa. Il vecchio eunuco Ratzinger aveva appena iniziato il suo discorso quando quattro sextremist hanno iniziato la loro protesta “In gay we trust!”. La protesta è contro il più grande degli ideologi dell’omofobia europea. Il Papa usa la retorica nazista nelle sue predicazioni d’odio. Hainfatti detto che “il matrimonio gay è una minaccia per il futuro dell’umanità” : Chiede un anuova caccia alle streghe. Femen chiede al Vaticano di fermare questo incitamento all’intolleranza contro il dissenso e la libertà sessuale. “Una minaccia per il futuro dell’umanità” è il fanatismo religioso e il “sacro celibato”.  In Gay We Trust!

Nel sito viene anche proposto il video dell’iniziativaa cura de Il Fatto Quotidiano

Fuori programma questa mattina in Piazza San Pietro. Quattro attiviste del gruppo ucraino Femen hanno fatto un blitz in topless durante l’intervento del papa Benedetto XVI. Si erano disegnate sul corpo frasi come “We trust in gay”, noi crediamo nei gay e “shut up”, stai zitto riferito al pontefice in particolare per le dichiarazioni contro gli omosessuali come le ultime di dicembre ovveri “i matrimoni omosessuali sono una ferita alla giustizia e alla pace”. àI poliziotti sono intervenuti immediatamente per portarle via. Tra le 4 fermate anche quella che viene definita la leader del movimento Inna Shevchenko. Alcune fonti giornalistiche dicono che alla protesta hanno partecipato anche alcune attiviste francesi per protestare contro la manifestazione di oggi a Parigi contro i matrimoni gay.

Il gruppo Femen aveva fatto uno delle sue ultime azioni a fine ottobre in Ucraina davanti alla sede del parlamento ed altre azioni in solidarietà con le Pussy Riot in estate oltre all’azione nel centro di Kiev durante li europei di calcio.

Il gruppo aveva già fatto un’azione in Piazza San Pietro circa un’anno fa: allora alcune di loro erano state bloccate ed una era riuscita ad entrare in piazza e togliersi la maglietta prima di essere allontanata. Sempre due anni fa avevano manifestatato davanti Palazzo Grazioli contro Berlusconi “perchè non rispetta le donne”.

Il gruppo Femen è nato in Ucraina intorno al 2008 e si è fatto conoscere per una serie di inizitiative in topless contro il turismo sessuale, il sessismo e le discriminazioni sociali. Tra gli obiettivi quello di “aumentare le capacità morali ed intellettuali delle giovani donne ucraine per opporsi al sessismo nel paese ed al turismo sessuale”. La scelta di usare il corpo per manifestare nasce dalla determinazione a rompere il silenzio per creare un “femminismo rivoluzionario”. In alcune interviste le attiviste hanno dichiarato: “Se manifestassimo con dei cartelli nessuno ci darebbe retta, le persone possano vedere che non abbiamo armi eccetto i nostri corpi”. Ed ancora spiegano le loro azioni dicendo “in un mondo che appartiene agli uomini”, è l’unico per “provocarli e catturare l’attenzione di tutti”.

Le varie azioni che hanno fatto ovviamente non sono passate inosservate: alcune attiviste sono ricercate e in Ucraina hanno numerosi procedimenti penali, con accuse come vilipendio dei simboli dello Stato e vandalismo. Le denunce del gruppo riguardano anche le tante false promesse che vengono fatte alle donne che emigrano e poi si trovano coinvolte nel mercato della prostituzione oltre ad avere al centro la lotta contro il sessismo ed il maschilismo nel paese.

Il gruppo ha appoggi e sedi anche all’estero in particolare a Parigi, dove lo scorso novembre ha portato avanti una azione di contestazione ad una manifestazione cattolica contro i matrimoni gay.

Nel sito femen.org si legge:

Sextremist Femen hanno contestato domenica il Papa in Vaticano. Si sono spogliate in Piazza San Pietro per urlare “Stai zitto al Papa”. Femen ha chiuso la bocca del Papa. Il vecchio eunuco Ratzinger aveva appena iniziato il suo discorso quando quattro sextremist hanno iniziato la loro protesta “In gay we trust!”. La protesta è contro il più grande degli ideologi dell’omofobia europea. Il Papa usa la retorica nazista nelle sue predicazioni d’odio. Hainfatti detto che “il matrimonio gay è una minaccia per il futuro dell’umanità” : Chiede un anuova caccia alle streghe. Femen chiede al Vaticano di fermare questo incitamento all’intolleranza contro il dissenso e la libertà sessuale. “Una minaccia per il futuro dell’umanità” è il fanatismo religioso e il “sacro celibato”.  In Gay We Trust!

Nel sito viene anche proposto il video dell’iniziativaa cura de Il Fatto Quotidiano