Il nostro corpo è il campo di battaglia

La guerra contro le donne è combattuta con tutti i crismi necessari, ma d’altronde la posta in gioco è talmente alta che richiede tutti i mezzi possibili.

Domenica mattina mentre aspettavamo le compagne che avrebbero calato il primo striscione di fronte al Colosseo, luogo da cui stava partendo la sedicente marcia per la vita, abbiamo visto comporsi il servizio d’ordine. Un uomo distinto, di mezz’età, con una bella camicia di un punto di verde molto raffinato, ha salutato i “ragazzi” prendendoli per l’avambraccio – con saluto legionario – mentre via via indossavano le pettorine d’ordinanza. Poi quegli stessi ragazzi si sono compostamente schierati e a comando si sono inginocchiati a terra per ricevere la benedizione impartita da un prete, forse un alto prelato – non conosciamo tutti i simboli della gerarchia ecclesiastica ma non era un “curato di campagna”-.

C’era la milizia di Cristo, i Cavalieri dell’ordine di Malta, i boyscout, i preti e le suore, di vario ordine e grado, i carabinieri, la finanza, la polizia municipale ( i gladiatori no, loro li hanno sfrattati, infatti stavano anacronisticamente a Castel San’Angelo) la digos…mancava Gesù Cristo vestito da paracadutista. C’erano anche le donne, tante. Con le candele, le carrozzine, con i crocefissi, i rosari, con i cartelli su Luana Englaro, con le bandiere che rappresentavano feti che al posto del cordone ombelicale avevano piccole ali, con la vita, che se non è una valle di lacrime non c’è gusto, la vitA la viTA la vITA la VITA lA VITA LA VITA.

Non sanno quello che fanno, ci siamo dette. La vita siamo noi che, quotidianamente, non cerchiamo di costruire il mondo a nostra immagine e somiglianza, ma ci nutriamo di scambi, di relazioni e di desideri da realizzare in comune, collettivamente. Loro portano tra le braccia solo la morte e la paura. La paura di condividere qualcosa con qualcuno -paura di vivere- e l’esorcismo contro la paura di morire, e infatti non si identificano con un essere senziente ma con un abbozzo di vita….ma quale madre malvagia li avrà messi al mondo per non amarli? Poverina lei e poverini loro.

Noi, che le/i nostre/i figlie/i semplicemente le/i amiamo, cerchiamo inutilmente di dire parole di verità che restano inascoltate. Diciamo, nel vuoto assoluto, parole di verità sulla sicurezza, che se non è sociale sicurezza non è -è solo commercio di armi e di vite-, diciamo parole di verità sulla necessità per le donne di mettere in pratica una reale autonomia economica per sottrarsi alla violenza domestica ma ci sgomberano, disconoscono il nostro lavoro e il nostro valore.

I valori squadernati in piazza domenica mattina dal Colosseo al Vaticano -come dire dal Cesare al Dio- erano invece gli evergreen “dio patria e famiglia”, tanto cari al sindaco di Roma, che hanno già funestato il mondo e che ancora una volta, in un momento in cui le tensioni per le ingiustizie e le disparità sociali si fanno evidenti, vengono ri-tirati fuori dal cappello.

E guarda caso sono proprio i “valori” in nome dei quali si ammazzano le donne. Ma che incredibile fatalità!

Abbiamo detto, e non da sole, che chi vuole “tutelare” il corpo delle donne, o tutelare la vita del feto senza tutelare la maternità – che è sana solo quando è scelta e non subita- in realtà vuole semplicemente controllare delle risorse originarie.

E così come il sindaco di Roma Capitale ha patrocinato il corteo degli orrori -che faceva invidia ai“nazisti dell’Illinois”- visto che non sa come altro rilanciare la sua fallimentare gestione della cosa pubblica, anche la Regione non demorde e continua a fare guerra alle donne. L’ultimo episodio riguarda ancora la proposta di legge Tarzia che mira a distruggere i consultori -cioè il diritto alla salute dal punto di vista delle donne- contro cui l’Assemblea Permanente delle Donne ha raccolto 100mila firme in un anno.

Dopo che in tutti i modi le donne e gli uomini della regione si sono opposti a questa legge fondamentalista, centrata sulla famiglia, sacra, e sui diritti del feto che viene contrapposto al diritto alla salute di consapevoli genitori, il centrodestra, già sconfitto su questo fronte, ci riprova e cerca di far approvare, surrettiziamente, i punti centrali della proposta Tarzia attraverso la proposta dell’Assessore Aldo Forte: un orrore denominato “Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio”, che smantella con un sol colpo la maggior parte dei fondamentali e insostituibili servizi sociali.

Per questo motivo scenderemo di nuovo in piazza il prossimo 6 Giugno.

Dobbiamo ribadire che non si passa sulla libera scelta delle donne , torneremo a dire che il controllo sul corpo delle donne è la vera battaglia. 

È la posta in gioco. È il primo step dello sfruttamento, e dobbiamo contrastarlo con tutte le nostre forze.