Parole come pietre. Un appello dalla Valsusa

“Offendere le donne per intimidire e minare la protesta”

Care tutte, donne giovani, vecchie, adulte, tutte. Noi siamo nella protesta da sempre e non intendiamo andarcene, non torneremo a chiuderci in casa per fare la casalinga, neppure vogliamo dedicarci solo al nostro lavoro/ai nostri lavori o allo studio, o goderci la nostra meritata pensione.
Noi vogliamo VIVERE nel senso pieno della parola, da cittadine che contano e sono presenti dove si prendono le decisioni, da donne pensanti, diverse dagli uomini perchè il genere conta, ma uguali sul piano dei diritti, anzi “più uguali” perchè dobbiamo recuperare lo svantaggio che in tutto il mondo le donne hanno.
Nel movimento NO TAV siamo determinati perchè facciamo di tutto: manifestiamo, respiriamo gas, urliamo, sfiliamo, cuciniamo, laviamo piatti e pentole, pensiamo; non abbiamo paura di essere spesso in prima fila.
Parlando con tante di noi mi sono scandalizzata di molti episodi gravi in cui le donne sono state apostrofate con epiteti sessisti dalle forze dell’ordine, disprezzate perchè donne, insultate per intimidirle; non avendo argomenti nè intelligenza hanno usato il vecchio metodo: o angeli o puttane, o streghe o madonne.
NOI NON CI STIAMO.
Io penso che la parola sia importante, che sia necessario parlare anche con fermezza e decisione ma con il rispetto che si deve alle persone, perciò vi propongo di raccogliere tutti gli episodi in cui siamo state ferite da parole aggressive, perchè sono loro che devono vergognarsi della loro bassezza, dei loro comportamenti non umani.

Tutte le donne che vogliono aderire avranno il totale rispetto dell’anonimato, il materiale raccolto valuteremo dove pubblicarlo (siti NO TAV) o a chi inviarlo (giornali, ecc).
scrivetemi a gabrieleemaria@gmail.com
telefonatemi al 011/9321036 (lasciando eventualmente un messaggio in segreteria)

… a sarà dura!! Ma ce la faremo!!
Maria Rollero

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