Corpo e autodeterminazione

di Giovanna Scassellati

La crisi economica aggrava la già carente rete dei servizi del welfare e facilita meccanismi di regressione della condizione delle donne facilitando il ritorno ai ruoli riproduttivi ed assistenziali del sistema famiglia, piuttosto che produttivi, trasgredendo tutte le conquiste proprie dell’autodeterminazione.
Le lotte del movimento femminista degli anni settanta hanno avviato dei processi di cambiamento culturale e sociale, la vita sessuale delle donne sganciata dal condizionamento restrittivo della riproduzione ha stimolato adeguamenti nei sistemi sanitari.
Il passaggio dal concetto di salute materno/infantile all’approccio alla salute riproduttiva ha promosso una concezione più ampia della salute della donna assicurandone i diritti riproduttivi e l’empowerment.
Beneficiando delle pratiche del self-help proprie del movimento femminista, le donne hanno ormai assunto il ruolo di soggetto attivo e non l’oggetto dei servizi di salute riproduttiva.
La crisi macro economica in atto rischia di rimettere in discussione i diritti acquisiti in ambito sanitario, lavorativo, affettivo e culturale.
A livello della politica dell’ultima legislatura italiana, l’immagine pubblica della donna e’ stata denigrata e ridotta a bellezza esteriore od immagine sessuale.
L’importanza di apparire belle nel corpo senza rughe e con seni rifatti, ha ricondotto l’attenzione delle donne all’essere per gli altri piuttosto che al sentire il proprio corpo come espressione dei propri diritti e desideri.
Le pratiche del self-help avevano delineato dei percorsi di autodeterminazione delle scelte della propria salute e della gestione delle cure finalizzate al proprio benessere, così come per le scelte di contraccezione e maternità.
Oggi riemerge l’esigenza di ripartire da tali pratiche e passare il testimone alle giovani donne affinché portino avanti un discorso di riappropriazione del proprio corpo e sull’empowerment.
In tutte le società se la donna sta bene anche la società funziona meglio e l’accesso alla salute riproduttiva rappresenta una tappa di grande valore.
La lotta per la rinascita dei consultori per la salute riproduttiva riemerge di grande attualità, l’adozione della RU486 a livello nazionale e la sua messa in uso in tutti i presidi sanitari dove viene applicata la legge 194 rappresenta una delle nuove sfide per il movimento delle donne.

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