9 marzo 2011 – E’ la cultura che si fa violenza

Non serve più formularne altre, tutte le parole sono state dette e riportate sui giornali. Scrittrici, Intellettuali, filosofe, storiche, psicologhe e sociologhe, politologhe e pensatrici, tutte hanno scritto per cercare di descrivere il fenomeno orribile della violenza contro le donne, per cercare di darne una spiegazione o per individuarne le cause. Non serve più non ci basta più .

Ieri 8 marzo i fatti e molte iniziative in tutto paese ci hanno dato la sensazione di essere in tante, stanche, ma piene di rabbia, la stessa che abbiamo usato per aprire una breccia nell’opinione pubblica intera e nella percezione comune del paese sulla questione di genere. Grazie a questa forza siamo riuscite a trascinare l’otto marzo fuori dalla ritualità.

Abbiamo agito tutte insieme, abbiamo gridato pubblicamente che così non è più possibile andare avanti. Ci siamo riprese lo spazio politico. mostrando che la nostra forza, se unita, può opporsi a quella di qualcun’ altro facendo cambiare il giro al vento.

Oggi 9 marzo a Cesena una ragazza di 20 anni viene colpita con una coltellata, il suo fidanzato l’ha trafitta e quindi ammazzata dopo averla aggredita nel centro della città. Questo non possiamo ignorarlo, noi non lo abbiamo mai fatto tantomeno oggi. Non abbassiamo lo sguardo , la carica di ieri ce lo impone soprattutto per quelle che ieri non hanno potuto essere in piazza, sorridenti.

Non pensavamo che i dibattiti e le riflessioni fatti in questi mesi nelle associazioni, nei circoli e nelle case occupate potessero fermare la brutalità, non tanto ingenue da pensare che il discorso pubblico potesse irrompere nella quotidianità di una famiglia, sappiamo che le abitudine e più quelle pericolose, si radicano in quello spazio privato che ognuno ha per sé stesso e che condivide chi gli vive vicino, spesso in casa e in famiglia.

Ma l’urlo lanciato ieri può arrivare anche lì se ci sono persone che lo sostengono oltre le piazze non a parole, con i fatti abbassando le mani, le lame e le pistole.

Non vogliamo occhi ciechi ma uno sguardo onesto che, tanto nella sfera pubblica quanto in quella privata, cerchi i modi per modificare questo sistema culturale che nel 2010 ha ammazzato 127 donne.

ACTION_A In Lucha y Siesta

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