Scenica-Mente: Rassegna teatrale

Casa delle Donne “LUCHA Y SIESTA” 23 – 24 – 25 SETTEMBRE 2010

Perché ScenicaMente?

Le forme di espressione che abbiamo scelto da quando è nata Lucha y Siesta sono state molteplici, sin dal primo giorno non abbiamo potuto fare a meno di comunicare al quartiere la nuova presenza. Con la necessità di parlare e di ascoltare abbiamo organizzato molte assemblee, grazie alla voglia di fare cultura abbiamo allestito mostre, proiezioni e proposte per la lettura, certamente non è mancata la voglia di divertirci promuovendo concerti musicali e piccole feste per tutte/tutti.

Oggi Scenica_Mente nasce grazie al fondamentale contributo di chi ha creduto in questo progetto, di chi ha voluto portare il teatro in un luogo non convenzionale aperto agli artisti e al pubblico che ha voglia di godere del proprio diritto alla cultura la cui sopravvivenza è oggi in pericolo, minacciata da politiche malsane e clientelismi.

Convinte che lo spazio conquistato debba vivere facendo proposte nuove e sperimentando percorsi alternativi , siamo felici di ospitare l’arte teatrale e le energie di chi la muove anche in maniera coraggiosa in questo spazio diverso.

PROGRAMMA

Tutti i giorni

Ore 18:00 Aperitivo + “Acenseur pour l’echafaud” (funky-jazz))

Giovedi 23 settembre:

Ore 20:00 Donne di Teatro, Donne di R(Esistenza)

Letture con Francesca Baragli, Sara De Marchi, Vania Lai e Gioia Salvatori

Letture tratte dal libro “Donne di teatro e cultura della r(esistenza) a cura di Maria Ficara

Il libro raccoglie racconti di lotta artistica, professionale e personali di attrici, registe e artiste di teatro di tutto il mondo, pubblicati in oltre dieci anni dalla rivista internazionale “The Open Page”.

Ore 20:30 Un applauso per…?
La Compagnia deGRADA
di Virginia Vassura e Andrea Standardi
In un miscuglio grottesco fra teatro e televisione, una serie di personaggi si trovano ad affrontare estenuanti prove che gli permetteranno, forse, di raggiungere il fatidico ed agognato “premio finale” di un programma televisivo.
Storie al limite dell’umano, che si mescolano tra loro in un mix di realtà- finzione, verranno presentate al Pubblico – protagonista ed antagonista allo stesso tempo -, spremute fino ad ottenere il succo più atrocemente veritiero.
Uno spettacolo che diventa gioco per chiunque ne faccia parte, un godimento ludico che fa presa sul desiderio di spiare i lati più oscuri della vita, e tentare di ridere, o almeno sorridere, del paradosso esistenziale.
Alla fine, solo lo spettatore potrà decidere chi ne uscirà vincitore.

Ore 21:30 Sangue dal naso

Teatro delle Condizioni Avverse

Montopoli di Sabina (Rieti)

con Andrea Maurizi

luci e audio Valentina Piazza

Tratto dal libro“ Genova nome per nome” di Carlo Gubitosa

Un viaggio dettagliato, una narrazione serrata e documentata dei fatti del luglio 2001.

L’attore che deve interpretare il monologo fa riferimento alla sua memoria visiva per far vedere allo spettatore quello che lui stesso sta vedendo. Questo avviene per coinvolgere maggiormente lo spettatore. La narrazione dei fatti parte da lunedì 16 luglio 2001 e termina domenica 22 luglio 2001, con particolare attenzione alle giornate di venerdì e sabato.

Lo spettacolo è volutamente aggiornato al 2004, perché crediamo che la verità su Genova non debba essere cercata nell’esito dei processi ma sia una visione personale, una personale ricerca.

Venerdì 24 settembre:

Ore 20:00 Cassandra va a morire …

Monologo liberamente ispirato all’Oresteade di Eschilo e alla riscrittura di P.P.Pasolini.

Cassandra: Maria Grazia Adamo

Coro: Beatrice Di Cataldo, Serena Borelli, Valentina Illuminati

Cassandra, la figlia di Ecuba e di Priamo, la sacerdotessa di Apollo, la veggente, attende nella fortezza di Micene, davanti alla porta dei leoni, che il suo destino si compia. Agamennone, il vincitore che l’ha condotta con sé da Troia distrutta, ha già varcato la soglia oltre cui lo attende la morte per mano di Clitennestra, la sua sposa. Cassandra è rimasta in attesa, nella cesta di vimini sul carro. La gente di Micene fa ressa per vederla, attornia il carro, ne conosce la fama di veggente e preme perché l’auriga l’interroghi sul futuro della città.

Ore 21:30 Chiudete bene la porta

monologo teatrale adattato e diretto dal regista Giles Smith ed interpretato da Beatrice Presen.

Ispirandosi a nove storie tratte dal testo La Vendetta di Agota Kristof, Giles Smith ha creato un unico personaggio per indagare sulla casualità e sul caos della vita. Sul palco sta una sedia e una persona che racconta di sè- Perché? Cosa succede? Perché parla? Perché è lì? Piano piano si comprenderà che qualcosa di strano sta per accadere

Sabato25 settembre:

Ore 20:00 Flamenco con “El Mirabras”

di Clara Berna

Nasce a Roma nel 2001 come Atelier di danza flamenco per diffondere le danze tipiche, le usanze e la cultura dell’Andalusia, terra materna della fondatrice, la ballerina, attrice e coreografa Clara Berna. Si trasforma poi nell’Associazione Culturale senza fini di lucro EL MIRABRAS, come punto di riferimento, soprattutto per i giovani, per la diffusione e lo studio della cultura delle tradizioni popolari, del folclore e degli usi e costumi dei popoli che si affacciano al mediterraneo, soprattutto della Spagna e nella fattispecie dell’Andalusia, attraverso il flamenco, la danza, il teatro la musica e la letteratura.

EL MIRABRÁS è un’antica  danza di gruppo in un patio andaluso: danza che risveglia passioni e che  svolge  nel flamenco  il  gioco della sensualità, il suo doppio  profilo, la  testa e la croce.

Ore 21:00 Antonietta Pirandello nata Portulano. Dialogo mancato con Luigi

di Marina Argenziano con Maria Paola Conrado e Paolo Orlandelli

“Nella mia ormai più che ventennale frequentazione di Luigi Pirandello, mi veniva spesso incontro la figura di Antonietta Portulano, moglie dell’autore, con la sua fragilità psichica, che andò accentuandosi in un tragico crescendo. Creatura fragile, senza una sua dimensione, senza una sua precisa identità – come spesso accadeva alle donne (soprattutto in Sicilia) tra Ottocento e Novecento – Antonietta mi sembrava l’anello debole che si spezza.
Vista prevalentemente come una presenza che aveva portato sofferenza intorno a sé […]Senza la difesa dell’arte, come avvenne invece per il marito.
Ne è nato questo “dialogo mancato”, in cui i protagonisti esprimono ognuno la sua prospettiva senza possibilità di incontro.”

Ore 22:00 Siamo sempre stati Qui

di e con Paola Calogero

Giulio ed Edna.

Sono i “diversi” di cui tutti parlano, a paese di Qui.

La voce del Paese è mutevole, racconta, sostiene, condanna.

Una figura misteriosa muove lo spazio scenico, forse guida le azioni dei personaggi con una sapienza che vede oltre lo spazio e il tempo di Qui.

Quattro voci per una sola attrice, che narrando la separazione, gioca alla ricerca dell’integrazione di parti di sé.

Locandina in pdf

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