La presidente della Regione Lazio, la sua Giunta e le sue contraddizioni. Non un passo indietro sulle conquiste delle donne.

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Nonostante le tante chiacchiere fatte sul rispetto delle donne e della 194 ad opera della governatrice del Lazio R. Polverini assistiamo tutti i giorni ad eventi che ci fanno inorridire e che ci pongono in una dimensione che, nemmeno ad esser veramente pessimiste , mai avremmo pensato di vivere.
L’ultimo in ordine cronologico è un fatto accaduto ieri: la consigliera regionale Olimpia Tarzia, eletta nella Lista Civica per Renata Polverini, storica anti-abortista ed esponente del Movimento per la Vita ha presentato una proposta di riforma dei consultori familiari.
Fra le altre cose questa proposta di legge regionale considera la nuova vita come membro della famiglia fin dal concepimento, non prende in considerazione modelli familiari altri al di fuori di quello sancito dal matrimonio e prevede una fase di prevenzione all’aborto costituita da una serie di colloqui preliminari, aggiuntivi a quanto già previsto dalla 194, in cui si auspica il coinvolgimento delle associazioni che operano sul territorio in difesa della maternità e della vita!!!
Bene. Altro che Medio-Oriente, il vero fondamentalismo religioso ha conquistato gli apparati statali dell’Italia.
Questa iniziativa , che si aggiunge al blocco di fatto della somministrazione della pillola RU486 nella regione Lazio, che era cominciata nell’Ospedale G.B.Grassi, conferma l’intenzione da parte della nuova giunta regionale non solo di limitare la libertà di scelta delle donne, ma anche di non leggere i mutamenti sociali degli ultimi 20 anni!
Perciò attualmente se una donna decide di abortire in modo farmacologico deve fare un bel viaggetto in Toscana, un modo come un altro per facilitare la vita delle cittadine di questo paese già vessate dalla crisi economica e dalla mancanza di servizi!
Preoccupante è il fatto che tra i firmatari della proposta ci siano anche 4 consiglieri regionali del PD: Mario Mei, Bruno Astorre, Francesco Scalia e Claudio Moscardelli, tutti ex popolari forse alla ricerca di una visibilità all’interno del partito.
Oggi, finalmente, abbiamo avuto risposte ai quesiti che ci siamo poste in questi mesi su che tipo di politica si sarebbe fatta sulla “famiglia” e quanto il Pd e l’opposizione tutta avrebbero lottato per “promuovere l’estensione dei diritti civili e sociali e di proporre una vera alternativa a una società imbarbarita da un governo che fa della discriminazione umana e sociale un punto di merito”.
Per questo non ci sorprende che le statistiche rilevino una sinistra, ed in particolare il Pd, alla deriva che continua a non produrre alcun avanzamento nel gradimento da parte della cittadinanza italiana: “loro” purtroppo continuano a non rappresentare l’alternativa reale e quanto accaduto in regione ce ne da un ulteriore conferma.
Come Action-A ribadiamo che sulla libera scelta delle donne non si torna indietro ma si può solo andare avanti allineandosi all’avanzamento civile e democratico degli altri paesi europei.
Siamo convinte che se le istituzioni vogliono intervenire sul servizio svolto dai consultori si debbano innanzitutto interpellare le associazioni e i comitati delle donne che da sempre vi prestano servizio e vi fanno accoglienza; che sia necessario un aumento del personale professionale dato che si lavora in regime di sussistenza; che debba essere ripristinato il ruolo di orientamento sociale; che sia necessaria la prevenzione in tema di educazione sessuale nelle scuole e nei territori più che colloqui disincentivanti senza prospettive concrete di Welfare.
Segnaliamo inoltre la contraddizione e lo spirito persecutorio nei confronti delle donne che vogliono abortire nell’insistenza con cui si vuole obbligare al ricovero chi ricorre alla RU 486 riservando i posti letti in un quadro di crisi della sanità, che vede costretta la regione Lazio a tagliare sulle disponibilità dei posti letto, è infatti notizia di oggi il taglio di 170 posti letto e 48 licenziamenti di personale medico, come dire che per i malati non ci sono ma per le donne che vogliono abortire si!!!
Per questo invitiamo tutte e tutti a monitorare i luoghi in cui si perpetrano queste ingiustizie ai danni delle donne: consultori, presidi sanitari e farmacie. Vigiliamo sull’iter di questa proposta e impediamone a tutti i costi la discussione ulteriore su quella che a tutti gli effetti è una proposta da medioevo.

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