C.C.C.P. – CentoCelleComedyParty @Lucha y Siesta

VENERDì 17 LUGLIO
ALLA CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA

Mai visto un coro di voci soliste? E comiche?
Questo e molto altro sono I CCCP, CentoCelleComedyParty, il gruppo di comici più assortito della capitale: dalle giocolerie esilaranti alle parodie urbane molto urbane passando per le poesie deliranti e le ricette impossibili e ultrasexy. E che dire delle storie tutte centocelline ? E della musica autoriale e i crossover gitani? Eppure tutti questi elementi, apparentemente incompatibili tra loro, vengono orchestrati dal geniale arrangiatore e mente del gruppo, Stefano Vigilante, comico di provata esperienza teatrale e televisiva che con le sue improvvisazioni ipnotizza il pubblico e lo guida verso il divertimento assoluto.

Una quasi levitazione naturale.

Un circo di personaggi diversissimi tra loro che sembrano ribadire un’ urgenza nobilissima: giocare!

DALLE 20.00 APERITIVO
DALLE 21.00 SPETTACOLO11277546_10206497165618517_2024020016_o

Una rivoluzione in versi

GIOVEDì 9 LUGLIO

11705192_1603501369928279_2224956572224028660_ndalle 20:00 aperitivo a cura della casa delle donne Lucha y Siesta

ore 21:00 IL PENULTIMO SPETTACOLO DELLA MANIFESTAZIONE LE ARTI SI SFOGLIANO, organizzata dall’associazione culturale APPERCEZIONI e sostenuta dalla REGIONE LAZIO

“ESSERE” – l’altra Albania raccontata da Eliana Leshaj

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La “Casa delle donne Lucha y Siesta” (in via Lucio Sestio, 10 – zona Cinecittà ) è protagonista dei dei due ultimi eventi romani della manifestazione “Le Arti si sFogliano” diretta dalla regista Federica Altieri, organizzata dall’Ass. Cult. Appercezioni e patrocinata e sostenuta dalla Regione Lazio.
Venerdì 19 giugno alle 21 lo spettacolo a ingresso gratuito “ESSERE, l’altra Albania di Eliana Leshaj” interpretato da Elena Nina Chiattelli e Eliana Leshaj, con le musiche di Marcello Allulli e Ermanno Baron e le foto e la scenografia di Paola Favoino.
Eliana Leshaj è una scrittrice ed intellettuale albanese scoperta da Federica Altieri e portata in scena con uno spettacolo eclettico dove la poesia, il pensiero, la recitazione, la musica, la fotografia e il video si alternano in un gioco coinvolgente che ha lo scopo di scalzare i banali preconcetti e andare alla scoperta della vera essenza della cultura albanese.

In un momento storico in cui la digitalizzazione ha invaso ogni ambito culturale, l’intento della manifestazione “Le Arti si sFogliano”, organizzata dall’Associazione Culturale “Appercezioni”, è quello di promuovere soprattutto presso il pubblico giovanile il ritorno fisico alla vita nelle librerie e nelle biblioteche, celebrate come “casa” del sapere collettivo, detentrici delle radici del sapere nonché punto di incontro sociale. Nell’ambito di 14 eventi, “traghettatori” ideali di questo ritorno sono artisti noti e emergenti di differenti “arti” ed estrazioni che, mescolando tradizione e modernità realizzano, partendo dalla parola letteraria, performance teatrali, musicali, poetiche, figurative e filmiche. Le pagine dei libri avranno un suono, un’immagine, danzeranno, verranno dipinte e recitate. Inviteranno ad abitare nuovamente, con la loro fusione artistica, le librerie e le biblioteche di Roma e del Lazio. Gli spettacoli, scritti e diretti da Federica Altieri, coinvolgono artisti di punta nel panorama italiano ed emergenti: gli attori Pino Ammendola, Maria Letizia Gorga, Cloris Brosca, Giada Fradeani, i musicisti Marcello Allulli, Ermanno Baron, Assalti Frontali, Il Muro del Canto, Luca Nostro, Farzanem Joorabchi, Francesco Diodati, Francesco Poeti, Stefano De Meo, Andrea Pace e Cristiano Poli Cappelli, i danzatori Simona Altieri e Giovanni Vacca, i pittori e i fotografi Barbara Pensa, Paola Favoino, Tommaso Santillo, Lorenzo Terranera, Fiorenza Gherardi De Candei, Lara Pacilio, Alessandro Ferraro, Fabio Magnoasciutti, Susanna Mattiangeli.

INFO e CONTATTI
Ass. Cult. APPERCEZIONI: E-mail: appercezioni2004@gmail.com Tel.: 334.2681423
Ufficio Stampa: E-mail fiorenzagherardi@gmail.com – Tel. 328.1743236
Facebook: https://www.facebook.com/leartisisfogliano

Lucha sotto le stelle. L’ecosostenibilità nella moda: riuso e creazioni

11407187_10206872928611658_6839942584608797748_nIl 20 giugno alle ore 18.30

presso la Casa delle donne Lucha y Siesta (via Lucio Sestio 10, Roma)

avrà luogo l’evento

“Lucha sotto le stelle. L’eco-sostenibilità nella moda: riuso e creazioni”

La sfilata, promossa dalla rivista Confronti in collaborazione con la Casa delle donne Lucha y Siesta, la Cooperativa Occhio del Riciclone e la Cooperativa sociale Altri orizzonti – MADEin CastelVolturno, nasce dall’esigenza di dare visibilità e sostegno a esperienze di natura sartoriale che:
– ambiscono a creare opportunità lavorative per donne socialmente svantaggiate, offrendo loro formazione ed esperienza professionale;
– reagiscono alla crisi del mercato del lavoro, proponendo percorsi alternativi;
– fanno del riutilizzo e del riciclo creativo una tappa sostanziale del proprio processo di produzione.
Nell’intenzione dei promotori la sfilata vuole essere la prima tappa di un percorso il cui fine ultimo è la creazione di una rete solidale finalizzata a una più ampia distribuzione dei prodotti. La vera sfida, quella che vogliamo accogliere e rilanciare, è quella di garantire stabilità a queste realtà per fare in modo che diventino una effettiva fonte di reddito.

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto L’altra via. Dal conflitto alla ricostruzione: strategie al femminile (vedi scheda) e gode del sostegno dei fondi 8 per mille della Chiesa valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi.

Il mercatino di Lucha…in versione serale!

10003519_1571587053119711_8112034279525569546_nDOMENICA 21 GIUGNO
COME OGNI TERZA DOMENICA DEL MESE TORNA
IL MERCATINO DI LUCHA..IN VERSIONE SERALE!!

▶▶DALLE 16.00 ALLE 22.00
artigianato artistico
prodotti bio
riciclo-riuso creativo
scambi e baratti

▶DALLE 17.00 ALLE 18.00
▶INTORNO ALLA NASCITA

Il MIPPE (Movimento Italiano Psicologia Perinatale) in collaborazione con Freedom For Birth Rome Action Group vi invitano alla rassegna di video-documentari sul percorso nascita.
Dalle 17.00 alle 18.00 ci sarà la proiezione di due documentari e a seguire un dibattito.
Per maggiori info:
https://www.facebook.com/events/968626613176907/
▶DALLE 19.30
▶APERICENA A CURA DELLA CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA

▶DALLE 19.30
▶HYPNOTIC ESSENCE TRIO
Jazz standards & soul sono il repertorio esplorato e interpretato da Michela Gazzolo con il suo trio che prevede, insieme alla voce, la chitarra di Gianluca Figliola e il contrabasso di Stefano Nunzi.
L’idea è quella di rimanere in bilico tra le classiche sonorità del jazz e del soul, per fonderle insieme in una rivisitazione dalle sonorità del tutto moderne, in un concetto di musica al limite dell’ipnosi, liberando così ogni freno inibitorio, preconcetto, stereotipo, ogni barriera musicale. Il trio, bilanciato in una armoniosa fusione tra jazz & soul crea estemporaneamente e di volta in volta in modo originale un proprio, unico sound.

Michela Gazzolo- voce
Gianluca Figliola – chitarra
Stefano Nunzi – contrabasso

Tutta nostra la città!

ca9683c0-730b-4ccb-81cb-4b5f62a01ef7Vite, energie, corpi favolosi e fuori controllo! Il 13 giugno partirà da Piazza della Repubblica il Roma Pride 2015. Appuntamento ore 15:00, Piazza della Repubblica

Lo attraverseremo come spazio conquistato e non concesso, dove rivendicheremo la libertà e i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex insieme al diritto ad una città libera da pregiudizi e dal malaffare, per il rispetto della dignità di tutt*. Mentre il sindaco Ignazio Marino sostiene i diritti delle coppie gay, si schiera in prima fila insieme a chi sta svendendo la città, rispondendo con le ruspe alla necessità di diritti e sottraendo ai cittadini gli spazi sociali, di aggregazione e di produzione culturale. Scendiamo in piazza gridando no al Jobs Act, al Piano Casa e al decreto Salva Roma, no alle ruspe di Salvini e al silenzio sulle morti in mare dei migranti. La nostra città è diventata insopportabile, triste, grigia e vuota. Noi ci riprendiamo gli spazi che ci vengono sottratti e intrecciamo le lotte per un comune percorso di mobilitazione.

Contro la precarietà abitativa, culturale, lavorativa e affettiva, contro la tristezza e la solitudine, contro il silenzio e il razzismo, scendiamo in piazza e riprendiamoci le strade!

Noi non stiamo con Marino, siamo frocie fuori norma!

Degender/Infosex/Lucha y Siesta/Scosse/Link/CSA La Torre/LaRoboterie/U-Kabarett

Di seguito il testo di lancio

Siamo fuori controllo. Siamo posate ed educate. Siamo svogliate e sgraziate. Siamo artiste e fannullone, femministe e ricchione. Siamo frocie ineducate. Siamo mani delicate, bocche insaziate. Siamo figlie di un rigore che ci ha volute ribelli. Siamo corpi desideranti, corpi stanchi, corpi vivi e fuori forma. Viviamo le nostre vite di lotta e favolosità negli spazi che occupiamo. Il Pride, la parata, è uno spazio che occupiamo. Uno spazio che ci appartiene perché non ci è stato concesso, ma è stato da noi conquistato. Uno spazio in cui esprimiamo la nostra essenza, mostriamo i nostri corpi, urliamo i nostri desideri e cantiamo la nostra rivoluzione, senza paura e forti della resistenza che celebriamo, perché libere dalla norma, libere dalla classificazione e dalla costrizione. Le nostre vite reclamano spazi, e i nostri corpi se li prendono!

Politici incapaci costringono la nostra quotidianità in città come modellini di plastica, costruiti da grosse mani inesperte, che non riescono a gestire i particolari. Le nostre vite hanno bisogno di città amiche, città morbide che parlano lingue diverse e mangiano cibi colorati; città gestite da chi riempie le sue strade e fa vivere i suoi spazi. Le città che vogliamo non hanno centri commerciali tra le baracche di piccoli commercianti; non hanno parcheggi sterminati al posto di parchi né decorazioni futuriste di cemento al posto di case popolari circondate da giardini. Le nostre città non accettano ricatti e compromessi; per questo noi non ci pieghiamo ai dettami politici che ci vedono come problema di ordine e decoro, ci stigmatizzano come fannullone delinquenti e pericolose, e ci ghettizzano in periferie abbandonate o in quartieri frocifriendly. Le città che vogliamo non si muovono su ruoli ritenuti rispettabili da un’autorità che non ci rappresenta, ma camminano sulle gambe di donne pelose e uomini sui tacchi, di bambine vestite male e di mamme con la barba. Le famiglie che abitano le nostre case sono scomposte e incasinate, non vanno a messa la domenica ma praticano il cunnilingus; non vanno al family day ma giocano nei centri sociali.

Emblema della strumentalizzazione che delle nostre soggettività viene fatta è Expo2015, che si è impossessata di costruzioni ideologiche da benpensanti per proporre modelli di città ecosostenibili, modelli di nutrizione sana e di integrazione di tutte le culture e di tutte le sessualità, per niente, però, supportati da credibilità e concretezza. Quello che expo è stato in grado di proporre fin’ora è solo sfruttamento dei territori, mercificazione dei corpi e sfruttamento del lavoro di giovani sottopagati. Ci opponiamo al modello expo, e rifiutiamo di sostenere il Pride ufficiale milanese che di tutto questo decide di farsi bandiera. Non vogliamo essere normalizzate; non vogliamo essere identificate in ruoli o controllate da norme. Vogliamo essere libere di autodeterminarci e usufruire di tutti gli strumenti che scegliamo per farlo.

Menti politiche illuminate impongono un regime economico di austerity definanziando le strutture pubbliche e sostenendo banche e grandi imprese; smantellano le forme di organizzazione sociale costruite dal basso e riconoscono un modello familiare irreale. La sanità deve essere pubblica, gratuita e libera dall’intervento delle lobby cattoliche! Gli interventi per il cambio di sesso si realizzano come sperimentazioni sui nostri corpi guidate da macellai che ci vedono come mostri. Ci ritroviamo a dover scegliere se ricoprire un ruolo maschile o un ruolo femminile e a dover regolare ogni aspetto della nostra vita sulla base di questa scelta. Ce lo impongono da bambine, e lì dobbiamo scegliere se essere principesse rosa o guerriere solitarie. Noi siamo principesse guerriere! E non siamo mai sole! Ci propongono lavori adatti alle nostre “Specificità”, all’immagine che di noi vogliono dare, all’aspetto più attraente della nostra personalità …o dei nostri culi.

Siamo brave casalinghe e badanti. Siamo negre puttane e zingare bastarde. Siamo migranti in cerca di vita, che vengono accolte da razzismo, sessismo e fascismo. Non vogliamo piacere alle belle forme dei salotti in cui si decidono le sorti di migranti che poi vengono lasciati morire sul tappetino di casa come fossero zanzare. Il nostro Paese si fa forte di grandi elogi sulle sue capacità di accogliere i migranti; cita enormi cifre stanziate a loro favore e bacchetta l’Europa che inerme assiste a tutto questo, ma non parla di CIE, non parla del lavoro in nero da schiavi, non parla del totale abbandono riservato a chi richiede asilo, e propone soluzioni ridicole da fumetto. Non ci riconosciamo in queste politiche, per questo decidiamo di non esserne schiave e trasgredire. Saremo in ogni città, in ogni lotta, in ogni parata, in ogni casa!

Ci riprendiamo la città, perché è tutta nostra!

DELIBERIAMO ROMA CONVOCAZIONE CONSIGLIO POPOLARE

Vuoi proporre una delibera? Vuoi fare il capogruppo o l’assessore?
Vuoi ridare importanza alla volontà popolare, ignorata dalla Giunta capitolina?
Alle ore 18 di giovedì 11 GIUGNO ti aspettiamo in PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO 
per realizzare il primo CONSIGLIO POPOLARE di Roma Capitale.

Di fronte a un governo cittadino sempre più lontano dai bisogni e dagli interessi della cittadinanza, la coalizione sociale di Deliberiamo Roma – che un anno fa ha raccolto 32.000 firme a sostegno di 4 delibere popolari su acqua bene comune, scuola pubblica, patrimonio comune e finanza sociale – propone a cittadini/e e associazioni di licenziare questa maggioranza e di mettersi al suo posto, per deliberare per il bene della città e di chi li abita.

Stanche/i della inefficacia del governo istituzionale e della sua inettitudine, apriamo l’anniversario della grande stagione del referendum del 2011, in cui 26 milioni di Sì hanno votato per l’acqua pubblica, approvando le vertenze e i progetti che possono cambiare concretamente la città.

Voteremo sì ai beni comuni, all’acqua pubblica e agli spazi sociali e no ai grandi interessi privati, alla mafia e alla speculazione!

 
 
DeliberiamoRoma