Olimpia Tarzia non si arrende e ci prova ancora.

Mentre preparava la marcia pro-life di Roma insieme ai peggiori movimenti nazifascisti e machisti  della capitale, con il sindaco Alemanno in testa e benedetta dalle alte gerarchie vaticane, per criminalizzare le donne  romane, la consigliera di PER capogruppo di se stessa, ha presentato due emendamenti alla   proposta  di legge regionale sui servizi sociali.

Con tali emendamenti inserisce la sua proposta di legge di riforma dei consultori all’interno della legge Forte, cercando in questo modo di aggirare l’ostacolo (blocco della sua proposta da due anni in commissione ) e fare passare così la sua aberrante e oscurantista visione della vita delle donne  e della famiglia.

Un’indegna furbata regolamentare, attraverso cui la consigliera Olimpia Tarzia vorrebbe stravolgere ‘in toto’ la rete dei consultori pubblici del Lazio,cancellare la l.194 e finanziare le associazioni fondamentaliste che la sostengono. Un’assenza di scrupoli che ha dell’incredibile. Anche perché la consigliera Tarzia sa bene quanto sia vasto il movimento di opinione che già un anno e mezzo fa si è espresso negativamente sulla sua ideologica, oscurantista proposta di legge e che ha raccolto nella nostra regione 120.000 firme contro di lei e per la difesa dell’autodeterminazione delle donne, dei consultori pubblici e della salute delle donne.

Il  senso dell’emendamento Tarzia  alla legge di riforma dei servizi sociali, in aula nelle prossime settimane,  si propone di cancellare un’intera legge e di approvarne un’altra, in un colpo solo, con una semplice proposta di modifica di una normativa molto più vasta. La proposta Forte già aspramente contrastata , oltre che da tutte le forze di opposizione in Regione Lazio,da  famiglie, associazioni, medici e operatori sociali per lo stravolgimento che opera nel sistema dei servizi sociali della nostra Regione se passasse con gli emendamenti Tarzia diventerebbe così aberrante.

Le donne dell’Assemblea permanente, che da due anni si riunisce presso la casa internazionale delle donne con tutte le associazione, i collettivi, la Consulta dei consultori, le e gli operatori e le/gli  utenti dei consultori pubblici del Lazio,i coordinamenti sindacali e le donne e le professioniste che ne fanno parte,  sanno che solo la loro mobilitazione potrà bloccare questo ennesimo tentativo contro l’autodeterminazione delle donne, la professionalità  dei servizi continuamente sotto attacco e la laicità dello Stato.

L’appuntamento è per tutte e tutti il 7 Giugno alla Regione LAZIO

Via della Pisana alle h. 10

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